L’eredità di Danilo Dolci: il sapere nasce dall’incontro

Danilo Dolci, l’educazione come strumento di libertà: a Bologna un incontro sulla sua eredità a trent’anni dalla laurea honoris causa

Lunedì 9 novembre, alle 16, la Sala dello Stabat Mater dell’Archiginnasio ospita il seminario “Il sapere nasce dall’incontro”, dedicato al sociologo, poeta e attivista della nonviolenza. Un’occasione per riflettere sull’attualità del suo pensiero, tra partecipazione democratica, pace, dialogo e trasformazione sociale.

A trent’anni dalla laurea honoris causa in Scienze dell’Educazione conferitagli dall’Università di Bologna, il pensiero di Danilo Dolci torna al centro di una riflessione pubblica che interroga il presente e il futuro della scuola, della comunicazione e della società. Lunedì 9 novembre 2026, alle ore 16, nella suggestiva Sala dello Stabat Mater della Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna, si terrà “Il sapere nasce dall’incontro”, seminario a cura di Federica Zanetti dedicato a una delle figure più significative dell’impegno civile e pedagogico del Novecento italiano.

Educatore, poeta, sociologo e attivista della nonviolenza, Dolci ha dedicato la propria vita alla lotta contro la povertà, le disuguaglianze e le forme di oppressione, facendo dell’ascolto e della partecipazione gli strumenti fondamentali del cambiamento. Un’eredità che, a quasi trent’anni dalla sua scomparsa, conserva una straordinaria attualità, soprattutto in una società attraversata da nuove fragilità, conflitti e difficoltà di comunicazione.

Al centro dell’incontro sarà proprio l’idea di educazione come processo di liberazione, capace di restituire alle persone la consapevolezza delle proprie possibilità e il diritto di partecipare attivamente alla costruzione della conoscenza.

Per Dolci, infatti, educare non significava trasmettere passivamente nozioni, ma creare le condizioni affinché ciascuno potesse esprimersi, confrontarsi e contribuire al sapere collettivo. È il principio della maieutica reciproca, il metodo fondato sul dialogo, sull’ascolto e sulla valorizzazione delle differenze che ha caratterizzato tutta la sua attività.

Particolarmente significativa, e ancora oggi attuale, è la distinzione che Dolci poneva tra potere e dominio: il primo inteso come capacità e risorsa che l’educazione dovrebbe sviluppare in ogni individuo; il secondo come degenerazione autoritaria, che riduce le persone alla passività e sostituisce la comunicazione con una trasmissione unilaterale.

Una riflessione che riguarda non soltanto la scuola, ma anche il mondo dell’informazione, le relazioni sociali e la qualità della democrazia.

Dalla Sicilia alla lotta nonviolenta: una vita per i diritti

Nato nel 1924 a Sesana e scomparso nel 1997 a Trappeto, Danilo Dolci ha legato gran parte della propria esperienza alla Sicilia occidentale, dove dal 1952 ha promosso iniziative contro la miseria, la disoccupazione e la mafia.

Celebre il suo “sciopero alla rovescia”, durante il quale alcuni disoccupati si misero a lavorare per realizzare opere di pubblica utilità, rivendicando attraverso un gesto concreto il diritto al lavoro.

Accanto ai digiuni, alle marce per la pace e alle inchieste sociali, Dolci utilizzò anche la comunicazione come strumento di emancipazione. Nel 1970 diede vita a Radio Libera a Partinico, conosciuta come “la radio dei poveri cristi”, per denunciare i ritardi nella ricostruzione delle zone colpite dal terremoto del Belice e dare voce a chi non ne aveva.

Il suo impegno gli valse riconoscimenti internazionali e diverse candidature al Premio Nobel per la Pace. Nel 1996 l’Università di Bologna gli conferì la laurea honoris causa in Scienze dell’Educazione, riconoscendo il valore pedagogico, culturale e civile della sua esperienza.

Un seminario tra testimonianze, scuola, cultura e cinema

L’appuntamento del 9 novembre riunirà studiose, studiosi, educatori, giornalisti e protagonisti del mondo culturale per approfondire le molteplici dimensioni dell’eredità di Dolci.

Dopo i saluti istituzionali di Maria Letizia Guerra, delegata per l’impegno pubblico dell’Università di Bologna, Daniele Ara, assessore alla Scuola, all’educazione alla pace e alla nonviolenza del Comune di Bologna, e Ira Vannini, direttrice del Dipartimento di Scienze dell’Educazione, il seminario sarà introdotto da Federica Zanetti e moderato da Rosy Nardone.

Interverranno Daniela Dolci, presidente del Borgo Danilo Dolci, Elettra Stamboulis, dirigente scolastica e scrittrice, Federico Taddia, giornalista radiofonico e scrittore, e Azeb Lucà Trombetta, formatrice e blogger.

Tra i momenti della giornata anche la presentazione e la proiezione del documentario “Inchiesta su Danilo Dolci”, diretto da Alberto Castiglione, produzione Italia/Svizzera del 2025 della durata di 30 minuti. Il regista parteciperà all’incontro, offrendo un ulteriore contributo alla ricostruzione della figura e dell’esperienza di Dolci.

A rappresentare visivamente lo spirito dell’iniziativa sarà un’immagine realizzata dal fumettista e attivista Gianluca Costantini, che ritrae lo sguardo intenso di Dolci: uno sguardo capace di riconoscere le forme spesso invisibili del dominio, ma anche di immaginare una società fondata sulla reciprocità e sulla partecipazione.

Un’eredità che parla al presente

Il seminario non vuole essere soltanto un omaggio alla memoria di Danilo Dolci, ma soprattutto un invito a interrogarsi su quale educazione sia necessaria oggi.

In un tempo in cui il confronto rischia spesso di trasformarsi in contrapposizione e la comunicazione in semplice diffusione di messaggi, la lezione di Dolci richiama il valore dell’ascolto autentico, della responsabilità collettiva e della possibilità di costruire il cambiamento insieme.

Il sapere, nella sua visione, non appartiene a chi detiene l’autorità, ma nasce dall’incontro tra persone, dal riconoscimento delle differenze e dalla capacità di trasformare le domande in strumenti di crescita comune.

L’iniziativa è promossa dal Dipartimento di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin” dell’Università di Bologna e dal Comune di Bologna, in collaborazione con l’Archivio Storico dell’Università di Bologna e lo SmaIL – Sistema Integrato di Laboratori del Dipartimento di Scienze dell’Educazione.

L’appuntamento rientra nelle Settimane Pedagogiche 2026, curate dal Dipartimento educazione, istruzione e nuove generazioni del Comune di Bologna.

Informazioni e prenotazioni

“Il sapere nasce dall’incontro” – L’eredità di Danilo Dolci a trent’anni dalla Laurea ad honorem in Scienze dell’Educazione

Quando: lunedì 9 novembre 2026, ore 16.00

Dove: Biblioteca dell’Archiginnasio, Sala dello Stabat Mater, Piazza Galvani 1, Bologna.

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria.

Prenotazioni: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-il-sapere-nasce-dallincontro-2003445779257

Informazioni: https://www.bolognazerodiciotto.it/calendario-z18/il-sapere-nasce-dall-incontro