
piegamenti (primo studio) de I Fiori Blu Art Factory.
Il lavoro, che ha la regia di Martina Palmieri, vede in scena la comunità artistica de I Fiori Blu Art Factory, composta da performer, artiste, musiciste e musicisti anche con esperienza di disabilità. Un insieme di presenze e linguaggi che accompagna vissuti audaci, capaci di comunicare la fatica insieme al desiderio e alla poetica. Musica live e immagini espandono la dimensione narrativa e contribuiscono a costruire un’esperienza immersiva, un rito collettivo che trae ispirazione dalla vicenda di Pentesilea, regina delle Amazzoni e, attraverso di essa, alle istanze delle performer.
Se le tracce della letteratura classica rimangono sullo sfondo come una eco lontana, in primo piano si dis-piegano le esistenze e i bagliori di vita delle performer che si misurano con l’archetipo. La partitura scenica si è generata da un nucleo di interrogativi radicali, urgenti e intimi, che interpellano lo spettatore: Posso essere inevitabile? Posso essere desiderabile con un corpo non conforme che sprigiona vita?
Perché le Pentesilee mi hanno scelta se non vedo il mondo attraverso la luce che ne
rivela le forme?
Le Pentesilee al centro della narrazione non combattono semplicemente contro i confini imposti dalla “portano in scena la vita come una particolare forma di organizzazione della materia vissuta lontano dall’equilibrio: una comunità consapevole del potere trasformativo delle reti del passato, capaci di tradursi in nuove forme di rivoluzione quotidiana. Quelli in scena sono esperimenti, ipotesi,
macchie, ferite e desideri: atomi in viaggio verso una risignificazione dell’esistere.
A dialogare con la pluralità in scena sono le musiciste e i musicisti del laboratorio I Fiori Blu Art Factory, coordinato da Sebastiano Scollo e Angela Albanese, e il Sound designer Gino Generoso Pierascenzi. Un insieme di presenze e linguaggi che accompagna vissuti audaci, capaci di comunicare la fatica insieme al desiderio e alla poetica.
La tessitura dello spettacolo si avvale di importanti collaborazioni artistiche, come il progetto di video design di Maura Costantini (Visual Lab), che nasce in stretta relazione con la drammaturgia dello spettacolo, immagini e contenuti video originali sono. infatti, stati concepiti e realizzati ad hoc per dialogare con la scena, accompagnare le performer e amplificare ciò che accade dal vivo, creando un
ulteriore piano visivo e narrativo; e il progetto Fotografico che diviene parte integrante della narrazione con la ricerca fotografica di Koumba FREE – Picks Agency, che incontra il lavoro che Martina Palmieri sta da tempo sviluppando sul mito greco di Pentesilea con Gruppo Elettrogeno. Da questo incontro nasce una collaborazione fondata su un interesse e una sensibilità comuni, in cui il mito viene
reinterpretato aprendosi alla questione femminile con una prospettiva
intersezionale.
PENTESILEE segna anche l’inizio di una sperimentazione rispetto all’accessibilità. Le parole che descrivono ciò che accade in scena, per chi ha una disabilità visiva, sono parte della drammaturgia, così come la presenza dell’interprete della lingua dei segni Sonia Caimi. È previsto anche un servizio
gratuito di accompagnamento da parte dell'associazione partner Ingresso Libero
APS. Per prenotarsi scrivere a ingressoliberoaps@gmail.com entro due giorni prima
della data prescelta. Gli accompagnamenti comprendono: supporto a piedi dalla
fermata del bus a Das, o per raggiungere il taxi.
Il Festival prosegue poi il 20 novembre (ore 17.30, sala polivalente Loris Ropa, Via
M.E. Lepido 25/2 – Borgo Panigale, Bologna) con Il bagliore della scoperta, azione partecipata Intermediale. Con bambine e bambini della scuola primaria Scandellara-IC7, Associazione Solo se accompagnati dai bambini e dopo scuola di Làbas; e l’11 dicembre (ore 17.30, Biblioteca Italiana delle Donne, Via del Piombo, 5 – Bologna), con La rivoluzione vien vivendo. Donne con disabilità: altre
narrazioni e pratiche di autodeterminazione, incontro pubblico con scrittrici, attiviste, giornaliste e docenti che da anni operano per ribaltare e risignificare vocabolari, pratiche e politiche legate all’autodeterminazione delle persone che fanno esperienza di disabilità.
Il progetto – I Fiori Blu festival IX edizione, ha il contributo di: Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Con il Patrocinio del Quartiere Borgo Panigale Reno; ed è realizzato in collaborazione con: Ministero della Giustizia. Dipartimento per la Grazia e la
Giustizia Minorile e di Comunità. Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale
Esterna per l’Emilia-Romagna e le Marche. Bologna, IC7 – Scuola primaria Scandellara, Quartiere Borgo Panigale-Reno, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS Sezione territoriale di Bologna, Làbas, Idee in Movimento, Gorki12, Mezz’;Aria Community Hub, DAS – Dispositivo Arti Sperimentali, Biblioteca Italiana delle Donne, Associazione Centro Documentazione Handicap e Coop. Accaparlante,
Cefal Emilia-Romagna Soc. Coop., Solo se accompagnati dai bambini A.P.S.,
Kilowatt Soc. Coop., Neu Radio (Ass.Humus), Radio Città Fujiko, Visual Lab. Elena
Malaguti (professoressa ordinaria di didattica e pedagogia speciale Dipartimento di
Scienze dell’Educazione Università di Bologna).
Il progetto I Fiori Blu, si configura come un dispositivo culturale multidisciplinare che attiva pratiche di formazione, creazione e partecipazione, iscrivendosi nel tessuto urbano di Bologna come spazio di attraversamento, ascolto
e trasformazione. I Fiori Blu per immaginare nuove forme di comunità, dove il
concetto di “inclusione” sia parte fondante dell’architettura sociale e non più termine
passepartout. Il festival opera nel contemporaneo come luogo di incontro tra
linguaggi, corpi, voci e immaginari, interrogando il rapporto tra pratica artistica e
vita quotidiana. Al centro del progetto vi è il percorso di formazione interdisciplinare
di teatro e musica, rivolto a persone che eseguono o hanno concluso da tempo una
Misura Alternativa alla Detenzione o alla Pena, a operatrici e operatori dell’ambito
socio-educativo, familiari e amiche e amici, a performer anche con disabilità,
studentesse e studenti, scrittrici e scrittori, attiviste e attivisti, artiste e artisti,
musiciste e musicisti e cittadinanza.
Gruppo Elettrogeno. Sin dalla sua fondazione (Bologna 1999) l’Associazione si
occupa della diffusione dell’arte teatrale attraverso la realizzazione di progetti di
formazione, la produzione di spettacoli e manifestazioni come festival e rassegne.
Gruppo Elettrogeno realizza, inoltre, in collaborazione con Associazioni, Enti e
Istituzioni, progetti artistici, azioni di sensibilizzazione su diversi temi sociali, rivolti
alla cittadinanza e in particolare a persone con disabilità sensoriale, intellettiva,
performer, musiciste e musicisti, operatrici e operatori dei vari enti e servizi in ambito
educativo e sociale, persone che accedono alle Misure Alternative alla Detenzione o
alla pena, studentesse e studenti.
INFO: GeT – Gruppo Elettrogeno Teatro
www.gruppoelettrogeno.org |
facebook.com/gruppoelettrogeno.teatro
Biglietteria online: I biglietti sono acquistabili in prevendita su Boxerticket
Nel caso ci fossero ancora biglietti disponibili sarà possibile acquistarli direttamente il giorno stesso dell’evento presso DAS