
Monet Claude, Ninfee (frammento), 1898 c., olio su tela, courtesy Museoarchives Giovanni Boldini Macchiaioli, Pistoia
Dall’alba alla notte, un’intera giornata raccontata attraverso i capolavori dell’Ottocento europeo. Dal 3 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027 Palazzo Pallavicini a Bologna ospita “Un Capolavoro di Giornata. Dall’alba al tramonto nell’Ottocento”, mostra curata da Francesca Sinigaglia e prodotta da Vertigo Syndrome. In esposizione circa cento opere, con prestiti da musei e collezioni italiane ed europee, tra cui il Louvre, e dipinti di Monet e Renoir.
Alle sei del mattino un contadino esce nei campi. A mezzogiorno la luce invade una baia della Bretagna. Al tramonto cambiano i colori e, quando arriva la notte, le ninfee di Monet galleggiano nel buio.
In mezzo c’è un intero secolo da attraversare nell’arco di ventiquattro ore.
È l’idea alla base di “Un Capolavoro di Giornata. Dall’alba al tramonto nell’Ottocento. Un viaggio nel tempo dipinto”, la nuova mostra in programma a Palazzo Pallavicini dal 3 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027.
Il progetto espositivo, curato dalla storica dell’arte Francesca Sinigaglia, direttrice del Museo Ottocento Bologna, sceglie infatti di abbandonare il tradizionale percorso per scuole, movimenti artistici o nazioni.
A scandire la visita sono semplicemente le ore di una giornata.
Dall’alba alla notte: l’Ottocento in 24 ore
Il percorso è suddiviso in dodici sezioni di due ore ciascuna, sei dedicate alla luce e sei al buio.
Una scelta che racconta anche uno dei grandi cambiamenti avvenuti nell’arte dell’Ottocento: il tempo e la vita quotidiana diventano protagonisti.
Gli artisti abbandonano progressivamente i grandi soggetti storici e mitologici, escono dagli atelier e osservano quello che accade intorno a loro. La luce in una determinata ora del giorno, una colazione, il lavoro nei campi, i bambini che giocano, una città che accelera, il tramonto.
Momenti apparentemente ordinari che entrano nella pittura e diventano racconto di un’epoca.
Da Fontanesi a Boldini, fino a Renoir e Monet
Il viaggio comincia con il risveglio e una natura ancora sospesa, raccontata dalle opere di Antonio Fontanesi, Luigi Bertelli e Augusto Majani.
Arriva poi il momento della colazione borghese con Antonio Mancini e Alessandro Scorzoni, mentre fuori dalle case la giornata è già cominciata.
Ci sono le lavandaie e i contadini di Francesco Paolo Michetti e Giuseppe Pellizza da Volpedo, legati a un mondo ancora scandito dai ritmi della terra, mentre altrove la modernità avanza.
Nella Londra fumosa dipinta da Giovanni Boldini, per esempio, la città sembra già correre verso il nuovo secolo.
Poi arriva mezzogiorno.
La luce diventa protagonista nella baia di Douarnenez di Renoir. Nel pomeriggio compaiono i giochi dei bambini di Gaetano Chierici, mentre il tramonto prende i colori di Nino Costa e Mario de Maria.
Fino ad arrivare alla sera e alle Ninfee notturne di Claude Monet.
La notte apre infine un altro mondo, tra le visioni lunari di John Atkinson Grimshaw, le denunce sociali di Natale Attanasio, il sogno e la memoria.
Non solo quadri: cambiano profumi, suoni e parole
“Un Capolavoro di Giornata” vuole coinvolgere anche sensi diversi dalla vista.
Ai dipinti si affiancano infatti profumi storici e suoni ambientali, destinati a cambiare seguendo lo scorrere delle ore: dalla freschezza dell’alba alle atmosfere più umide e profonde della notte.
Anche la letteratura accompagna il percorso, con parole e versi capaci di evocare le diverse ore della giornata: Gabriele D’Annunzio per la mattina, Giacomo Leopardi per l’imbrunire.
L’obiettivo è trasformare la visita in una sorta di viaggio dentro una giornata dell’Ottocento, facendo dialogare pittura, letteratura, paesaggio sonoro e suggestioni olfattive.
Uno sguardo anche sulle donne dell’Ottocento
La giornata raccontata dalla mostra può essere letta anche attraverso la società che l’ha abitata, i suoi riti, la moda e la condizione femminile.
A questi temi è dedicato anche il catalogo monografico pubblicato da Moebius Books, che amplia il percorso espositivo attraverso differenti prospettive: arte, letteratura, città, moda e donne.
I saggi sono firmati da Marco Bazzocchi, Maria Beatrice Bettazzi, Vincenza Maugeri e Maria Giuseppina Muzzarelli, mentre le schede delle opere sono curate da Francesca Sinigaglia, Federico Troletti e Cinzia Virno.
Francesca Sinigaglia e il dialogo tra grandi maestri e artisti dimenticati
Dietro la costruzione di questa particolare giornata c’è Francesca Sinigaglia, storica dell’arte specializzata nell’arte bolognese tra Otto e Novecento e direttrice del Museo Ottocento Bologna.
La scelta curatoriale mette in dialogo i grandi protagonisti dell’arte europea con autori oggi meno conosciuti, facendo riemergere personalità e opere spesso dimenticate.
Così, lungo le ventiquattro ore immaginate dalla mostra, un artista da riscoprire può ritrovarsi sulla stessa parete di Monet.
Un modo anche per allargare lo sguardo sull’Ottocento e raccontarlo non soltanto attraverso i nomi entrati definitivamente nella storia dell’arte.
E se la mostra non piace? Il biglietto viene rimborsato
C’è infine una formula decisamente insolita.
Vertigo Syndrome ripropone la sua politica “soddisfatti o rimborsati”: chi conclude l’intero percorso espositivo e non è soddisfatto della mostra può chiedere il rimborso integrale del biglietto, senza dover fornire spiegazioni.
Una piccola provocazione che accompagna un progetto costruito, prima di tutto, intorno a un’idea semplice: guardare un secolo attraverso lo scorrere di una sola giornata.
Un Capolavoro di Giornata – informazioni
Titolo: Un Capolavoro di Giornata. Dall’alba al tramonto nell’Ottocento. Un viaggio nel tempo dipinto
Dove: Palazzo Pallavicini, Bologna
Quando: dal 3 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027
Orari: dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 19.30; ultimo ingresso un’ora prima
Chiusura: lunedì
Curatrice: Francesca Sinigaglia
Produzione: Vertigo Syndrome
Opere: circa 100, con prestiti da collezioni pubbliche e private italiane ed europee
Catalogo: Moebius Books
Biglietti: intero 16 euro; ridotto 14 euro; bambini dai 7 ai 12 anni 6 euro.
