
Si annuncia così l’edizione 2026 di Feste d’altri tempi che, in date importanti del calendario civile, il 25 aprile e il 1° maggio, presenta spettacoli e momenti conviviali, con il patrocinio del Comune di Valsamoggia.
Le Ariette accoglieranno il pubblico con il grande tavolo della pace, la natura, le tigelle del Collettivo La Notte, la pizza di Lorenzo Cagnoli.
Per la Festa della Liberazione, sabato 25 aprile alle ore 12, si inizia con ARIA DI LIBERTÀ settembre ’43 / aprile ’45 di e con Giancarlo Biffi, regia e musiche originali Mauro Mou, una produzione Cada Die Teatro. Un omaggio alla generazione che, uscita dalla dittatura, ha saputo edificare uno Stato repubblicano e democratico senza aver mai abitato le piazze della democrazia. Storie di una giovane donna e di un giovane uomo che, con i loro sacrifici, atti e speranze, hanno reso possibile ciò che siamo oggi. Lei, Elie, è una staffetta partigiana, testimone della battaglia lungo il fiume Adda di fine aprile del 1945. Lui, Lucio, un militare dell’aeronautica, dato per disperso dal settembre del 1943 e internato per due anni nei lager nazisti. Vite parallele di una giovane donna e di un giovane uomo destinate a confluire l’una nell’altra. Un percorso di vita, di famiglie operaie, attraversato da dolori, gioie, perdite e nascite. È la storia di padri, madri, figlie e figli, ritrovati e dispersi, che si muovono tra le pieghe di un secolo che ancora ci parla, il ‘900, con i suoi ideali e le sue contraddizioni.
Dopo il pranzo popolare autogestito, alle ore 13.30, con Le Tigelle del Collettivo La Notte, alle ore 15.30, seguono i CANTI A TAVOLA a cura di Valentina Turrini, attrice, formatrice, cantante e narratrice appassionata dei repertori della tradizione orale, che proporrà canti conviviali per unire le voci e celebrare la festa. Un piccolo viaggio tra alcuni dei canti della tradizione orale italiana che, nel loro vagare senza fine, hanno attraversato, sostato e messo radici tra i crinali e le valli. Questi ”canti camminanti” portano in sé un desiderio di pace, di condivisione, di vita, sempre pronto a germogliare e fiorire nelle voci. Seduto attorno al tavolo, il pubblico potrà unirsi al canto e gustare queste parole antiche per formare un coro conviviale.
Venerdì 1° maggio, Festa del Lavoro, alle ore 12, si inizia con STRADA MAESTRA di e con Laura Nardinocchi e Niccolò Matcovich, produzione Florian Metateatro. Lo spettacolo nasce da alcune domande di Laura e Niccolò, registi e drammaturghi: “Esiste un patto tra noi e la natura? Riusciamo ad osservarla? È ancora un nostro interlocutore? La natura ha memoria? Noi siamo città o natura? A queste domande non avevamo una risposta”. Con Strada maestra, hanno intrapreso un progetto di ricerca che ha avuto l’obiettivo di ridefinire il loro rapporto con la natura. Un desiderio sentito da entrambi, ma che nasceva da esigenze opposte: Niccolò voleva ritrovare il rapporto viscerale che aveva instaurato con la natura da bambino, Laura sentiva un profondo senso di paura e voleva capirne le origini.
Dopo il pranzo popolare autogestito, alle ore 13.30, con La pizza di Lorenzo Cagnoli/forneria contadina Pasta Madre, seguirà alle ore 15.30 RIO di e con Giulia Cammarota, funambola, unica donna in Italia a percorrere le grandi altezze. Mescolando i linguaggi artistici del teatro e del circo, nello specifico l’arte del funambolismo, Rio è un racconto di trasformazione, un viaggio simbolico attraverso il cambiamento, la crisi e la rinascita, che esplora tematiche universali legate alla crescita interiore, al superamento delle proprie difese e alla ricerca del proprio “vero Sé”. Lo spettacolo prevede una parte teatrale, nella quale il personaggio “Rio” si presenta al pubblico e lo coinvolge attivamente, ed una parte di azione acrobatica di traversata su cavo, verso il quale il pubblico viene condotto. Un viaggio dolce e amaro che ci parla della nostra vulnerabilità e di come, accogliendola, possa essere punto di forza. Rio troverà tanti aiuti nell’attraversare alcune fasi della vita che non sempre si svolgono in perfetta armonia. L’equilibrio perfetto abita solo nelle cose morte. Per il resto, noi vivi, si danza tra la terra e il cielo creando nuove strade.
Informazioni e prenotazioni
L’ingresso alla giornata è di 20,00 Euro.
La prenotazione è obbligatoria.
Teatro delle Ariette via Rio Marzatore 2781 – Valsamoggia (BO)
Tel. 051 6704373 – 6704819 / WhatsApp 338 8389138