IT.A.CÀ Festival del Turismo Responsabile

XI edizione in tutta Italia: 15 tappe fra città e territori, in una staffetta serratissima di convegni, eventi, progetti innovativi, appuntamenti inclusivi, momenti di scambio, presentazione di libri e molto altro.
Il primo festival nazionale di Turismo Responsabile ci parlerà di cambiamenti, di trasformazioni, di valorizzazione e tutela della memoria, di superamento delle difficoltà esistenti, di disastri naturali dai quali ripartire per ricominciare
con un nuovo senso dell’abitare i propri luoghi.
E’ la storia dei Monti Sibillini per esempio, tappa di partenza di questa prossima edizione, che dal 25 al 28 aprile merita di tagliare il nastro d’inizio del festival nazionale. Proprio quei luoghi, duramente colpiti e messi in ginocchio dai terremoti del 2016, diventano emblema della restanza, terra che trova il suo senso in chi ha scelto di restare e impegnarsi in un percorso complesso e faticoso che sta permettendo una risalita ed una ricostruzione attraverso progetti d’innovazione tecnologica, di turismo, di riqualificazione e valorizzazione del territorio come chiavi di riscatto. Un movimento di vite per creare e costruire nuove comunità, appellandosi al diritto di poter restare e sopravvivere con dignità nel proprio territorio nativo.

A seguire – DAL 24 MAGGIO AL 9 GIUGNO – Bologna, culla natale di IT.A.CÀ– accoglierà la seconda tappa del festival, riconfermandosi anche quest’anno come polo centrale e snodo nevralgico di scambio e riflessione sulla filosofia che la manifestazione persegue con tenacia da ben due lustri,
a partire dal tema del viaggio, come opportunità di conoscenza e scoperta che parte da casa e arriva a casa (it a cà in dialetto bolognese significa sei a casa?): una qualsiasi casa, una qualunque Itaca da raggiungere. Un viaggio responsabile, dove non importa la meta, ma ciò che accade durante il percorso.
Oltre agli innumerevoli eventi in città per promuovere la libertà di migrare, ma anche quella di restare, da Bologna ritorna forte la volontà di soffermarsi a riflettere anche sulla valorizzazione e la ripopolazione dell’Appennino Bolognese, terra di straordinaria eredità naturalistica e di storia antichissima, dove – nei primi due weekend di giugno – si parlerà di restanza e turismo responsabile. Ad aprire il tema, un grande convegno a Marzabotto, seguito da eventi, camminate fluviali, itinerari a piedi e a pedali, trekking in zone poco conosciute, laboratori, escursioni notturne e geo esplorazioni. Momenti culturali dal forte connotato simbolico, funzionale e produttivo per discutere delle conseguenze antropologiche, sociali ed economiche che sta provocando l’abbandono di questi luoghi verso un intasamento sempre più massiccio delle città.

Il Festival quest’anno lancia anche la sinergia con “La primavera della mobilità dolce”, promossa da Alleanza per la Mobilità Dolce, nata dall’unione delle più importanti Associazioni Nazionali impegnate sul tema e desiderose di sviluppare congiuntamente una visione unitaria della mobilità dolce, attraverso una serie di azioni e attività proposte. Il programma dettagliato sarà disponibile nei prossimi giorni sul sito www.festivalitaca.net.
Bolognadavivere è Media Partner del Festival