Dal 29 ottobre al 7 novembre torna il festival internazionale dedicato ai corpi, alle identità e ai desideri. Tra gli ospiti Céline Sciamma, Chiara Bersani, Silvia Gribaudi e Catherine Lacey. In programma anche una mostra omaggio all’illustratore Jacopo Camagni.
Bologna torna a essere un laboratorio di creatività, incontri e nuove visioni del mondo. Dal 29 ottobre al 7 novembre 2026 arriva la 24ª edizione di Gender Bender, il festival internazionale che attraverso danza, cinema, performance, letteratura e arti visive invita a esplorare le molteplici forme dell’identità, delle relazioni e del desiderio.
Prodotto da Il Cassero LGBTQIA+ Center e diretto da Mauro Meneghelli, Gender Bender sceglie quest’anno una parola tanto semplice quanto significativa: POPOLARE.
Un invito a vivere la cultura come esperienza collettiva, accessibile e partecipata, capace di attraversare generazioni, sensibilità e linguaggi differenti.
Non un festival riservato agli addetti ai lavori, ma uno spazio aperto alla città, dove l’arte diventa occasione per incontrarsi, confrontarsi e guardare la realtà da prospettive inaspettate.
«Non crediamo sia questione di cultura alta o bassa, ma di una cultura che fa crescere quanto più ambisce a parlare a chiunque», spiega il direttore artistico Mauro Meneghelli.
La danza protagonista: corpi che raccontano, emozionano e sorprendono
La danza contemporanea rappresenta uno dei cuori pulsanti di Gender Bender 2026, con spettacoli internazionali, prime nazionali, laboratori e performance che coinvolgono direttamente il pubblico.
Tra gli appuntamenti da segnalare, SUSPENDED CHORUS di Silvia Gribaudi, in scena il 31 ottobre all’Arena del Sole. La coreografa italiana, conosciuta per il suo lavoro sui canoni estetici e sulla rappresentazione del corpo, trasforma gli spettatori in un coro collettivo, mettendo in discussione i confini tradizionali tra palcoscenico e platea.
Grande attesa anche per AFTER ALL di Solène Weinachter, in prima nazionale il 4 e 5 novembre al DAS. Uno spettacolo che affronta un tema spesso considerato tabù, la morte, attraverso danza, teatro, ironia e racconto. Un’esperienza che invita a riflettere sulla vita e sulle relazioni, senza rinunciare alla leggerezza.
Il coreografo iraniano Armin Hokmi presenta invece Of the Heart – An etude, una ricerca sul cuore come organo fisico e simbolo delle emozioni, in programma il 31 ottobre e il 1° novembre all’Ex Chiesa di San Mattia.
Particolarmente suggestivo anche redrum di gruppo nanou, Premio Ubu 2024 come miglior spettacolo di danza. Ispirata all’universo di Shining, la performance trasforma Palazzo Bentivoglio in un ambiente immersivo che il pubblico può attraversare liberamente il 30 e 31 ottobre.
Il 6 e 7 novembre arriva inoltre ODE della coreografa cipriota Elena Antoniou, un poema corporeo dedicato alla forza femminile, mentre Daniele Ninarello presenta il 7 novembre al Cassero una versione site specific di RISE, riflessione sulla relazione tra individuo e collettività.
Céline Sciamma a Bologna: il cinema racconta identità e trasformazioni
Il cinema occupa un posto centrale nel programma, con film provenienti da diversi Paesi, anteprime e incontri con registi e registe.
Tra gli eventi più attesi c’è la presenza della regista francese Céline Sciamma, autrice di Ritratto della giovane in fiamme, che il 26 ottobre, in un’anteprima del festival al Cinema Modernissimo, presenta This Is How a Child Becomes a Poet e Tutti Frutti.
Il primo è un viaggio intimo nell’appartamento romano della poeta Patrizia Cavalli, tra oggetti, ricordi e tracce della sua esistenza. Il secondo è un saggio cinematografico personale che riflette sulle immagini, sulla creazione artistica e sulla speranza.
Tra le prime nazionali spiccano Our Body Is an Expanding Star, viaggio nella memoria familiare e queer di due fratelli messicani, e Downtown di Michiel van Erp, che racconta amicizia, desiderio e memoria attraversando l’epidemia di HIV e la pandemia di Covid-19.
Da non perdere anche Move Ya Body: The Birth of House, documentario di Elegance Bratton dedicato alla nascita della musica house nella Chicago underground, dove la pista da ballo diventa spazio di emancipazione, libertà e cambiamento sociale. La proiezione è prevista il 29 ottobre al Cinema Lumière.
Jacopo Camagni: una mostra per celebrare arte, identità e libertà
Uno degli eventi speciali più significativi di questa edizione è Corpi Fuori Traccia, la prima mostra dedicata a Jacopo Camagni dopo la sua prematura scomparsa, avvenuta il 1° marzo 2026 a 48 anni.
Illustratore, artista queer e attivista, Camagni ha collaborato a lungo con Marvel Comics, portando il proprio talento anche sulla scena internazionale.
La mostra ripercorre trent’anni di carriera, dai primi manifesti per la scena notturna bolognese ai fumetti e ai supereroi, fino alle opere legate al suo impegno LGBTQIA+ e antifascista.
Un percorso che racconta come il disegno possa diventare strumento di espressione, riconoscimento e trasformazione culturale.
L’inaugurazione è prevista il 28 ottobre alle 19.30 da Senape Vivaio Urbano, in via Santa Croce. L’esposizione resterà visitabile fino al 30 novembre.
Chiara Bersani e il diritto di immaginare nuovi futuri
Il 6 novembre al MAMbo torna Chiara Bersani, tra le figure più interessanti della scena performativa contemporanea italiana.
Insieme alla ricercatrice Flavia Dalila D’Amico propone il laboratorio gratuito Appunti clandestini per un’autobiografia collettiva, dedicato alla possibilità di raccontarsi attraverso movimento e scrittura.
Alle 18.30 è in programma la presentazione del libro Prima di ogni cosa. Per un futuro Crip, che affronta questioni fondamentali come accessibilità, abilismo, precarietà e rappresentazione delle persone con disabilità nel mondo delle arti.
Un’occasione per riflettere su come costruire una cultura più inclusiva, capace di riconoscere il valore delle differenze.
Letteratura e incontri: Catherine Lacey ospite a Salaborsa
Gender Bender è anche uno spazio di dialogo tra arte, società e letteratura.
Martedì 3 novembre alle 18, nella Piazza Coperta Umberto Eco di Salaborsa, arriva la scrittrice statunitense Catherine Lacey, autrice del romanzo Biografia di X, vincitore del Lambda Award per la letteratura lesbica.
In dialogo con Samanta Picciaiola, presenterà Il libro di Möbius, pubblicato da SUR, un’opera che intreccia autobiografia e invenzione per esplorare amore, amicizia, corpo e scrittura.
Tra gli altri incontri, il 29 ottobre al MAMbo si parlerà della storia del FUORI!, Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano, e del ruolo della fotografia nella costruzione della memoria e della visibilità LGBTQIA+.
Un festival da vivere, non soltanto da guardare
Gender Bender 2026 non propone soltanto spettacoli da seguire seduti in platea.
Il programma comprende laboratori gratuiti, incontri con artisti, esperienze partecipative e performance pensate anche per una sola persona alla volta.
Tra queste, À la recherche du temps perdu di Est Roman Coulon, dal 4 al 7 novembre alla Casa di riposo Lyda Borelli, trasforma la trascrizione a mano dell’opera di Marcel Proust in un gesto di resistenza alla velocità contemporanea.
Spazio anche ai più giovani con Move Like You Mean It, workshop gratuito di street dance rivolto a ragazze e ragazzi dai 12 ai 17 anni, in programma il 7 novembre al DAS.
E non mancheranno i party al Cassero, per continuare a vivere il festival anche attraverso la musica e la socialità.
Gender Bender 2026: date, luoghi e informazioni utili
Quando: dal 29 ottobre al 7 novembre 2026, con anteprime il 17 e 26 ottobre e inaugurazione della mostra Corpi Fuori Traccia il 28 ottobre.
Dove: Bologna, in numerosi luoghi della cultura cittadina, tra cui Cinema Modernissimo, Cinema Lumière, MAMbo, Arena del Sole, Palazzo Bentivoglio, Ex Chiesa di San Mattia, DAS, DAMSLab, Cassero e Biblioteca Salaborsa.
Cosa: spettacoli di danza contemporanea, cinema internazionale, performance, mostre, incontri letterari, laboratori e party.
Programma completo e informazioni: www.genderbender.it
Gender Bender torna così a ricordarci che la cultura non è soltanto qualcosa da osservare, ma anche uno spazio da abitare insieme. E che i corpi, le storie e le differenze possono diventare il punto di partenza per immaginare una società più libera, accogliente e consapevole.
