
Ci sono aziende che producono oggetti e aziende che, quasi senza accorgersene, finiscono per produrre anche immagini, linguaggi, ricordi collettivi.
DEISA Ebano appartiene alla seconda categoria.
La storica impresa bolognese celebra il suo centenario aprendo per la prima volta il proprio archivio al pubblico con il Museo DEISA Ebano, che sarà inaugurato venerdì 16 ottobre 2026 nella sede aziendale di via Edoardo Collamarini 27, a Bologna.
Un museo dentro la fabbrica, nato per raccontare il legame tra industria, arte e comunicazione che ha attraversato tutto il Novecento italiano.
Più di 300 opere e documenti mai esposti prima
Il percorso riunisce oltre 300 tra bozzetti, disegni originali, manifesti pubblicitari, fotografie, progetti di vetrine, prototipi, macchinari d’epoca e strumenti di produzione.
A curare il progetto è la storica dell’arte Francesca Sinigaglia, direttrice del Museo Ottocento Bologna, che firma anche il catalogo scientifico del museo.
Il risultato è una sorta di galleria della grafica e della comunicazione italiana del Novecento: dal gusto Déco al razionalismo, dall’esotismo dei primi decenni del secolo alle immagini del boom economico, fino alla fotografia contemporanea.

C’è Giovanni Mingozzi, che collaborò con l’azienda per oltre trent’anni e inventò il personaggio del lustrascarpe “Sor Ebano”. Ci sono le affiches di Achille Luciano Mauzan, i lavori di Aurelio Craffonara, autore dell’iconica foca nera, e quelli di Pietro Pietra, che firmò l’elefante intento a lucidarsi la zampa.
E ancora Marcello Dudovich, fino ad arrivare alla fotografia di Franco Fontana e Nino Migliori, che nel 2002 dedicò al marchio un lavoro della serie Trasfigurazioni.
Quando la pubblicità diventa storia dell’arte
Una delle cose più interessanti del nuovo museo è proprio questa: mostrare come la pubblicità possa essere letta non soltanto come strumento commerciale, ma come specchio del costume e della società.
Le lattine futuriste dell’insetticida Zig Zag, le bagnanti degli anni Cinquanta, i veicoli pubblicitari degli anni Sessanta, i personaggi illustrati e le campagne fotografiche raccontano, ciascuno a modo proprio, un pezzo di storia italiana.
Accanto ai grandi maestri trovano spazio anche autori meno conosciuti della grafica commerciale, figure che hanno contribuito a costruire quell’immaginario popolare fatto di fumetto, cinema, colori accesi e invenzioni visive che ancora oggi riconosciamo immediatamente.
Una storia bolognese lunga più di un secolo
DEISA Ebano è legata a Bologna dagli anni Venti ed è guidata dalla famiglia Rossi dal 1939.
Nel corso dei decenni i suoi marchi — Ebano, Zig Zag, Voilà, Aquila e, più recentemente, Calzanetto — sono entrati nelle case degli italiani, accompagnando cambiamenti nei consumi, nella moda e nella vita quotidiana.
Le ricerche realizzate per il museo hanno fatto emergere anche un dettaglio curioso: mentre la memoria aziendale ha sempre indicato il 1926 come anno di fondazione, alcuni documenti d’archivio riportano tracce dell’attività già nel 1922.
La vicenda è ricostruita nel volume “Un sogno lucido. DEISA Ebano: storia, bozzetti, manifesti e Museo”, pubblicato da Pendragon e curato da Francesca Sinigaglia, che costituisce anche il catalogo fondativo del nuovo museo.
Un museo dentro la fabbrica
La scelta di mantenere il museo all’interno della sede produttiva non è casuale.
L’idea è quella di far convivere memoria e attività industriale, mostrando come la storia dell’impresa continui a dialogare con il presente.
«Creare un museo dentro la fabbrica significa affermare che la nostra storia non è un ricordo, ma una parte del lavoro di ogni giorno», spiega Luca Rossi, presidente di DEISA Ebano.
Per Maddalena Rossi, direttrice Commerciale e Marketing, il museo rappresenta invece «la vocazione di un’impresa di famiglia che ha accompagnato l’immaginario degli italiani», trasformando un patrimonio aziendale in un’eredità culturale condivisa.
Quando apre il Museo DEISA Ebano
L’inaugurazione è prevista per venerdì 16 ottobre alle ore 11, con una preview e conferenza stampa alla presenza di Luca Rossi, Maddalena Rossi, Melissa La Maida del settore Musei Civici del Comune di Bologna e della curatrice Francesca Sinigaglia.
Il museo sarà poi aperto al pubblico su appuntamento, con ingresso gratuito.
Museo DEISA Ebano
Via Edoardo Collamarini 27, Bologna
Ingresso gratuito su prenotazione
Info: museo@ebano.com
L’iniziativa è realizzata con il patrocinio del Museo Ottocento Bologna, del Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso e del Comune di Bologna.
DEISA Ebano è una storica azienda bolognese del settore chimico, specializzata soprattutto in prodotti per la cura delle scarpe e dei pellami, la casa e gli insetticidi. Tra i marchi più noti ci sono Ebano, Zig Zag, Voilà, Aquila e Calzanetto.