Tutto è bene quel che finisce Trilogia di e con Roberto Scappin e Paola Vannoni

Dal 9 all’11 maggio torna a Bologna quotidiana.com, in scena all’Arena del Sole con Tutto è bene quel che finisce, una trilogia sul tema della “buona morte”, composta da tre differenti capitoli: L’anarchico non è fotogenico (mercoledì 9 maggio), Io muoio e tu mangi (giovedì 10 maggio), Lei è Gesù (venerdì 11 maggio).

La compagnia riminese, fondata nel 2003 da Roberto Scappin e Paola Vannoni, lavora da anni sulla ricerca di un proprio linguaggio, che si collega quindi al percorso di produzione dei testi per raccontare il reale spesso attraverso posizioni scomode e riflettere sulle fratture dei nostri tempi.
«Il principio di buona morte, legato al concetto di fine o accelerazione di una fine certa – affermano Scappin e Vannoni – si intreccia con l’interesse a confrontarci sulle eutanasie negate, riferite non solo al campo medico-scientifico ma anche a quello della politica, della biopolitica e della cultura».
«Ciò che sembra concepito a tutela dell’interesse comune – prosegue la compagnia – può configurarsi infatti come una sottrazione dei diritti, da quelli che attengono al libero arbitrio a quelli legati al principio di uguaglianza. Quale linguaggio può declinare e restituire valore ai tanti bà-sta! che vorremmo pronunciare?».
Un’esclamazione forte, quasi performativa, che vorrebbe segnare la fine di qualcosa, tracciando il limite dell’opportunità o della sopportazione. La forza dinamica di questa parola, secondo gli autori, sta proprio nella sua autentica aspirazione a generare una cesura, una frattura fra presente e futuro.
Roberto Scappin e Paola Vannoni si pongono sui margini di questa cesura ripensando il rapporto con la morte, il senso del teatro nella sua relazione con lo spettatore e con la società.

Mercoledì 9 maggio ore 20.30
L’anarchico non è fotogenico
Capitolo 1
di e con Roberto Scappin e Paola Vannoni
produzione quotidiana.com, Armunia
con il sostegno di Provincia di Rimini, Regione Emilia Romagna
in collaborazione con La Corte Ospitale/progetto residenziale
durata: 50 minuti

In scena due cow-boy, poi improbabili danzatori, o forse solo due esseri in bilico ai limiti del paradosso. L’anarchico non è fotogenico vuole svincolare dall’egemonia mediatica dell’immagine che impone parametri oggettivi sia rispetto alla bellezza, sia all’etica e all’ideologia, tentando di affermare la peculiarità del difforme e dello sgradevole come possibilità autentica di superamento della visione monolitica degli orientamenti valoriali.
«Sollecitiamo i lapsus dello spirito, – affermano Scappin e Vannoni – il frugare nell’umano e l’in-sano ragionamento generatore di logica a sorpresa. Sintonizzarsi con lo spettatore per complicità e non per seduzione, evitando la disonestà dell’esibizione, sollecitando un intelletto disobbediente e operativo. Sfiorando il surreale per far risaltare il reale, si tenta di scombinare le vecchie strutture e realizzare nuove combinazioni. Complice un testo che passo dopo passo si oppone all’opinione comune e alle mistificazioni del buon senso».

Giovedì 10 maggio ore 20.30
Io muoio e tu mangi
Capitolo 2
di e con Roberto Scappin e Paola Vannoni
produzione quotidiana.com, Armunia
con il sostegno di Regione Emilia Romagna
in collaborazione con Comune di Rimini – settore cultura, SPAM! Rete per le arti contemporanee
durata: 50 minuti

“Io muoio e tu mangi!” è il rimprovero rivolto al figlio dal padre morente. Una riflessione affilata e malinconica sulla necessità di sollecitare una pietas collettiva che rinunci alla ferita dell’agonia, assecondando la richiesta di una “dolce morte”. Ma è anche un’improbabile viaggio dall’Empireo alla Diaccia, alla scoperta delle gerarchie che posizionano prediletti e reietti, nonostante si predichi che il perdono è assicurato per tutti.
Dopo le quotidiane visite al padre morente, la figlia al ritorno a casa trova ad attenderla il compagno, che cattura con la videocamera il resoconto di un’altra giornata in geriatria: le infermiere, le caposala, i pazienti assumono volti e modi grotteschi. Il delirio di quelle stanze ha contagiato il personale o è forse accaduto il contrario?

Venerdì 11 maggio ore 20.30
Lei è Gesù
Capitolo 3
di e con Roberto Scappin e Paola Vannoni
produzione quotidiana.com, Armunia
con il sostegno di Regione Emilia Romagna
in collaborazione con Comune di Rimini – settore cultura, SPAM! Rete per le arti contemporanee
durata: 60 minuti

Lei è Gesù racconta di una donna che non si sottomette al volere del Padre negandosi alla crocifissione. Il pragmatismo femminile irrompe per rivelare gli esiti scontati, le battaglie inutili, e il perdurare dell’isolamento della sua vivace consapevolezza, della marginalità in cui il linguaggio stesso la rilega. Dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo Onu all’art. 2 della nostra Costituzione – “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo” – è un susseguirsi di volontarie e mai denunciate elusioni.
Le due figure in scena, apparentemente complici nel progetto di ridisegnare l’immagine del Gesù donna e di riscriverne l’insegnamento, si scontrano ancora una volta con l’impossibilità di abbandonare i vecchi dogmi e di ripensare un nuovo linguaggio e un nuovo ciclo della storia.

Informazioni e prenotazioni:
Biglietteria Arena del Sole – Via Indipendenza 44, Bologna
Prezzi dei biglietti Sala Thierry Salmon: da 7 € a 15 €
tel. 051.2910910 dal martedì al sabato ore 11-14 e 16.30-19
Biglietteria telefonica: tel. 051.656.83.99 dal martedì al sabato ore 10-13
biglietteria(at)arenadelsole.it | www.arenadelsole.it |

 

www.emiliaromagnateatro.com