Spettacoli, cinema, laboraori. Al via Gender Bender 2016

c006_gb2016_uff-stampa-04più di 130 appuntamenti su 21 location
30 titoli cinematografici | 34 rappresentazioni di 13 spettacoli
2 tavole rotonde | 4 concerti | 3 mostre | 7 party
master class di danza | laboratori per il pubblico
workshop | proiezioni per le scuole…
questo e molto altro ancora per restare A BOCCA APERTA!

Mai come quest’anno Gender Bender, il festival di arti e culture contemporanee ideato e diretto da Daniele Del Pozzo, sceglie di puntare sul corpo e sul fitto dialogo che si crea intorno alle sue rappresentazioni.

La 14° edizione del festival, in programma a Bologna dal 26 ottobre al 6 novembre 2016, porterà in città, tra le tante cose, un numero significativo di prime nazionali – di danza, cinema, arti visive e performative – in grado di tracciare l’orizzonte vasto di una riflessione che coinvolge tanto il mondo degli intellettuali, degli artisti e degli accademici quanto l’esperienza quotidiana di ciascuno di noi.

Gender Bender è prodotto da Il Cassero, il centro lgbt bolognese che da oltre trent’anni realizza progetti dedicati alle differenze di orientamento sessuale e identità di genere, sostiene l’autodeterminazione e mette in campo azioni di contrasto agli stereotipi e alle discriminazioni.

La DANZA è senza dubbio il linguaggio principe nell’esplorazione e nella rappresentazione del corpo, protagonista di questa edizione con un ampio programma di spettacoli, provenienti da Italia, Paesi Bassi, Regno Unito, Belgio, Germania, Israele. È un incontro tra due corpi molto simili eppure altrettanto diversi quello messo in scena da Alessandro Bernardeschi e Mauro Paccagnella in Happy Hour, l’ultima produzione della compagnia Wooshing Machine di Bruxelles (28 ottobre ore 21 e 29 ottobre ore 18, Arena del Sole). Esplora invece i confini emotivi e fisici del corpo Object, lo straordinario assolo femminile coreografato da Uri Ivgi e Johan Greben, in prima nazionale a Bologna (4 e 5 novembre ore 19, Arena del Sole). Sono corpi non conformi, diversi per storie e connotati quelli scossi dal desiderio in Goodnight Peeping Tom, il lavoro di Chiara Bersani, straordinaria performer italiana che a partire dalla propria condizione (è affetta da una forma medio-grave di Osteogenesi Imperfetta) ha costruito un percorso di ricerca artistica sul tema del corpo politico (1, 2 e 3 novembre ore 15 – 16 – 17 – 18, Teatro del Baraccano). Tra gli appuntamenti in programma anche Aneckxander, lo straordinario assolo acrobatico del belga di formazione circense Alexander Vantournhout su un pezzo di musica per pianoforte di Arvo Pärt (4 e 5 novembre ore 19, Arena del Sole); Whithin her Eyes, l’intenso e virtuosistico duetto in cui la danzatrice non tocca mai terra, sostenuta dal suo partner, realizzato dal coreografo inglese James Cousins, uno dei futuri volti della danza secondo la rivista Time (2 novembre ore 21 e 3 novembre ore 19, Sì); A Room For All Our tomorrow, duetto di Igor Urzelai e Moreno Solinas in prima nazionale racconta con il linguaggio della danza la vita segreta che tutti noi viviamo quando siamo vicini agli altri, quei momenti – tra il caffè e il canto – in cui l’armonia ci abbandona e tutto quello che ci resta è il desiderio di urlare (28 ottobre ore 18 e 29 ottobre ore 21, Sì). Arriva a Bologna Paradox, la nuova straordinaria produzione del Balletto di Roma (27 ottobre ore 21, Arena del Sole), una serata con tre lavori coreografici sul maschile e sul femminile affidati a due autori, l’israeliano Itamar Serussi Sahar e l’italiano Paolo Mangiola; debutterà a Bologna in prima nazionale No Lander, meditazione malinconica di cinque danzatori sui temi dell’Odissea di Omero, coreografata da Riccardo Buscarini (31 ottobre ore 21 e 1 novembre ore 16, Teatri di Vita); inoltre vedremo Ra-me, il lavoro firmato dalla coreografa Lara Russo con tre performer che costruiscono un paesaggio di relazioni, responsabilità e accoglienza con delle semplici aste di rame (1 novembre ore 18 e 2 novembre ore 19, Teatro Duse); West end di Chiara Frigo (5 novembre ore 21 e 6 novembre ore 15, Sì), una lettura struggente della crisi dell’Occidente messa in scena a passi di tip tap, come una serie di numeri di Varietà. Si avvale invece di una singolare tecnica di descrizione audio per un pubblico di non vedenti lo spettacolo Delle Miss e dei Misteri di Antonia Baehr e Valérie Castan (5 novembre ore 17 e 6 novembre ore 19, Teatro del Baraccano), tra coreografia, radiodramma e Nouvelle Vague Drag Show, liberamente ispirato al Lago dei cigni di Marius Petipa e al cabaret di Valeska Gert, in prima nazionale. Pubblico di giovanissimi per la prima nazionale di L’Aprés-Midi d’un Foehn Version 1 – nell’ambito di La Francia in scena, la stagione artistica dell’Institut français Italia, realizzata su iniziativa dell’Ambasciata di Francia in Italia – una coreografia della francese Phia Menard che fa danzare nell’aria eterei pupazzi fatti di buste di plastica sulla musica di Debussy grazie a un cerchio di ventilatori. L’appuntamento rappresenta l’incontro tra Gender Bender e la terza edizione di Teatro Arcobaleno, il cartellone di spettacoli di teatro e laboratori per l’infanzia che attraversa i principali palcoscenici per giovani e giovanissimi della città metropolitana di Bologna (29 ottobre ore 16.30 e 21 e 30 ottobre ore 16.30 e 18.30, Teatro Testoni).

Attesissimo l’appuntamento con MDLSX dei Motus (3 e 4 novembre ore 21, Teatri di Vita), la compagnia fondata venticinque anni fa da Enrico Casagrande e Daniela Nicolò e alla quale Bologna dedica HELLO STARNGER, progetto speciale promosso da Comune di Bologna e ERT-Emilia Romagna Teatro Fondazione. Sempre nell’ambito di HELLO STARNGER, Gender Bender in collaborazione con Il Centro la Soffitta, Dipartimento delle Arti, Alma Mater Studiorum Università di Bologna, promuove la tavola rotonda Ghost in the Shell, un approfondimento con esperti sul rapporto tra scena artistica e rappresentazione performativa delle identità di genere (5 novembre ore 15 – 18.30, Laboratori delle Arti) in compagnia di Chiara Saraceno sociologa ed editorialista del quotidiano la Repubblica, Sergia Adamo, docente di Letterature comparate e Teoria della Letteratura al Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste, Viviana Gravano è curatrice di Arte Contemporanea e Docente di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Accademia delle Belle Arti di Brera di Milano, Luca Greco è professore associato di Sociolinguistica all’Università Paris III Sorbonne Nouvelle, Anna Laura Mariani, docente di Storia dell’attore e di Teatro moderno e contemporaneo all’Università di Bologna. Partecipano Daniela Nicolò, Enrico Casagrande e Silvia Calderoni di Motus.

Sono sei gli straordinari documentari scelti per la sezione CINEMA, tutta al cinema Lumiére.
Check it di Dana Flor & Toby Oppenheimer in prima nazionale (29 ottobre ore 20 e 5 novembre ore 18) è un racconto straordinario e toccante della gang di gay e transgender neri e della loro lotta per sopravvivere in uno dei quartieri più violenti di Washington, tra rossetti, mascara e tirapugni. Chemsex il duro documentario di William Fairman & Max Gogarty (3 novembre ore 20) prende il titolo dal fenomeno crescente della vita gay delle grandi metropoli: l’uso ossessivo di droghe in un contesto sessuale raccontato dalle vittime. Real Boy di Shaleece Haas (30 ottobre ore 18) segue per quattro anni la vita di Bennett Wallace, un adolescente transgender che muove i primi passi in una vita adulta, con una narrazione a tratti commovente e a tratti divertente, attraversando gli alti e bassi della sua transizione di genere e alle prese con una storia di tossicodipendenza. Out Run di S. Leo Chiang in prima nazionale (2 novembre ore 20) ci porta invece nelle Filippine dove Bemz Benedito sogna di essere la prima donna transgender a essere eletta al Congresso, grazie a una campagna elettorale condotta da agguerrite attiviste queer in saloni di parrucchiere e durante i concorsi di bellezza per transessuali. Oriented Jake Witzenfeld (4 novembre ore 20) ci conduce in Palestina per raccontare la vita di tre amici che esplorano le loro identità nazionale e sessuale a Tel Aviv durante il conflitto Israele-Gaza del 2014. L’affascinante Aurora di Cosimo Terlizzi (29 ottobre ore 18) segue invece le prove dell’omonimo spettacolo del coreografo Alessandro Sciarroni, in cui non vedenti e ipovedenti si cimentano nel gioco del Goalball. Attraverso il lavoro coreografico e le interviste ai protagonisti, questo sport si trasforma in un rituale affascinante che dà voce ai sentimenti umani.
Forti, intense ed emozionanti le storie raccontante nei film della sezione cinematografica. Summertime di Catherine Corsini (26 e 30 ottobre ore 22) narra l’incontro rivoluzionario tra due donne nella Francia del 1971, scossa dai movimenti di liberazione femminista; You’ll never be alone del cileno Alex Anwandter in prima nazionale è la storia toccante di un padre che si ritrova da solo a gestire il figlio finito in coma dopo un violento attacco omofobo (5 novembre ore 20). Holding the man dell’australiano Neil Armfield (3 novembre ore 22) è la storia intima, ma anche dolorosamente triste dell’amore lungo 15 anni tra Timothy e John, sbocciato resistendo ai pregiudizi, alle avversità e alla malattia crudele che devastò la comunità gay negli anni ’80. Girl gets Girl della spagnola Sonia Sebastian (28 ottobre ore 20) è una commedia esilarante e caotica alla Almodovar, in cui è impossibile resistere alla freschezza, all’originalità e all’umanità del carosello di personaggi femminili. Viva di Paddy Breathnach (6 novembre ore 22) ci porta nel coloratissimo mondo delle drag queen cubane, dosando sapientemente i toni del mélo con la più divertente commedia. Paris 05:59 della coppia di registi francesi Olivier Ducastel e Jacques Martineau racconta l’esplosione del desiderio e il fragile cammino verso la nascita di un amore tra Théo e Hugo, tutto in una notte parigina, dall’incontro in un sex club al reparto di un ospedale (28 ottobre ore 22 e 30 ottobre ore 20). The Bacchus Lady del sud-coreano E J-yong (6 novembre ore 20) omaggia a Irina Palm e a Gloria una notte d’estate di Cassavettes raccontando la tenera amicizia tra un’anziana prostituita e un bambino abbandonato; un dramma dolceamaro sul sesso, la vecchiaia, la morte e la dedizione agli altri. Dalla Corea del Sud a Berlino con Where are you going, Habibi? di Tor Iben, per seguire la rutilante storia d’amore tra il turco Ibo e il lottatore tedesco Alexander, tra palestre, inseguimenti della polizia e famiglie con poco riguardo per la privacy (31 ottobre ore 22). Dalla Germania agli Stati Uniti di Fair Haven, la pellicola di Michael Grant in cui James, giovane prodigio del pianoforte, torna alla sua fattoria di famiglia dopo una lunga permanenza in un centro dove si praticano le terapie riparative per curare l’omosessualità (6 novembre ore 18). Altra prima nazionale per First girl i loved di Kerem Sanga, premio del pubblico al Sundance Film Festival 2016, dove la giovane Anne deve barcamenarsi tra la sua infatuazione per Sasha, la campionessa di softball della scuola, e il suo migliore amico Cliff che le dichiara il suo amore incondizionato (5 novembre ore 22).
La fanno invece da padroni i cortometraggi in Same same, but different, la sezione speciale con le proiezioni mattutine di cortometraggi e documentari dedicate agli studenti delle scuole superiori di Bologna (27 ottobre e 3 novembre ore 10). L’iniziativa, realizzata in collaborazione con la Cineteca di Bologna e Schermi & Lavagne, utilizza il linguaggio cinematografico per educare le nuove generazioni al rispetto delle differenze, viste come portatrici di ricchezza culturale e motori di un dialogo costruttivo all’interno della società contemporanea. Le proiezioni sono seguite da un dibattito sui temi esplorati nei film, condotto da operatori ed esperti dell’ambito educativo.

Nella sezione MOSTRE, assolutamente da non perdere Out Frames. Scatti dal mondo selezionati dal Pride Photo Award di Amsterdam (MAMbo Museo d’Arte Moderna di Bologna 27 ottobre – 27 novembre). Out Frames è una mostra fotografica in esclusiva nazionale che nasce dal Pride Photo Award, il premio fotografico internazionale dedicato alla rappresentazione delle identità di genere nella fotografia, con l’obiettivo – comune a Gender Bender – di superare gli stereotipi e comprendere il valore delle differenze. Sono più di 40 scatti realizzati dal 2011 al 2016 da fotografi internazionali; una raccolta di immagini di persone appartenenti alla comunità LGBT, storie in forma di ritratti che raccontano le differenze di genere in diversi Paesi del mondo: Brasile, Messico, Mongolia, India, Pakistan, Filippine, Cina, Congo, e tanti altri ancora. La mostra è realizzata in collaborazione con MAMbo Museo d’Arte Moderna di Bologna e l’Istituzione Bologna Musei del Comune di Bologna e con il sostegno di Coop Alleanza 3.0 e dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi.

Tanta la MUSICA a Gender Bender.
Si parte alla grande con Indie Pride – Indipendenti contro l’omofobia (22 ottobre ore 20.30, TPO) l’appuntamento musicale per dire NO all’omofobia. A salire sul palco del Tpo per appoggiare la causa di Indie Pride ci saranno Nada insieme agli A Toys Orchestra, La Rappresentante di Lista, Giorgieness, Erio, Pierpaolo Capovilla, Garrincha SoundSystem, Keaton e i Teppa Bros. La kermesse sarà condotta dalla rapper Mc Nill. Si prosegue sull’onda della mostra David Bowie Is al MAMbo per Rebel Rebel (30 ottobre ore 21, Il Cassero) il contest live senza esclusione di colpi per band musicali dedicato a David Bowie, accompagnato dal titolo You can be Bowie, just for one day! Un bizzarro quanto appassionato tributo al Duca Bianco e alle sue mille identità, con 11 band selezionate tra le 60 proposte giunte con il bando. Giurati d’eccezione: Andy Fluon (Bluvertigo), Federico Poggipollini, Ernesto Assante (La Repubblica), Mario Luzzato Fegiz (Il Corriere della Sera), Simona Orlando (Il Messaggero), Angela Baraldi, Vittoria Burattini (Massimo Volume). Regina incontrastata della canzone surreal-demenziali, arriva a Gender Bender Nina Madù con Le reliquie commestibili (1 novembre ore 21, Museo della Musica), cantattrice nata dalla spuma dei Navigli milanesi, una madonnina dadaista un po’ Giuni Russo, un po’ CCCP e un poco storie tese, con classico accompagnamento di quartetto d’archi da camera. Degno contraltare, l’androgino Christian Rainer (4 novembre ore 19, Museo della Musica) il cui ultimo album Any Kind Of Drug For Just One Kind Of Love, richiama le differenti espressioni musicali emerse negli ultimi anni dal percorso artistico del poliedrico artista.

Numerosi e stimolanti gli INCONTRI con gli autori, con ben 1o conversazioni con i coreografi ospiti del festival e conversazioni con gli scrittori.
Si comincia con Losing Home, Finding Words: Voices in Motion, l’incontro con la scrittrice e mythographer Marina Warner che anticipa le giornate dedicate alla scrittrice inglese Radclyffe Hall (24 ottobre ore 18, Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne). Introducono Daniela Corona (Università di Palermo), Lilla Maria Crisafulli e Rita Monticelli (GRACE e GEMMA, Università di Bologna). Da Radclyffe Hall a David Bowie con The Mirror: David Bowie tra personaggi, riflessi e travestimenti (27 ottobre ore 19, MAMbo), un dialogo tra Fabiola Naldi, critico d’arte, e Andy Fluon, musicista e artista, sulla produzione videografica di David Bowie e un’occasione di approfondimento sulle sperimentazioni estetiche dell’artista in relazione con la storia dell’arte del Secondo Novecento. Promosso da MAMbo in collaborazione con CorrainiMAMbo artbookshop. Mario Fortunato presenta il suo ultimo libro Noi tre, pubblicato da Bompiani (librerie.coop Ambasciatori, 30 ottobre ore 18). Il racconto dell’amicizia che lo unì a Pier Vittorio Tondelli e Filippo Betto lungo tutti gli anni Ottanta: la musica, i libri, le droghe, il sesso, l’amore, l’amicizia, la malattia, gli addii. Cristianesimo, ebraismo, islam: quando si tratta di discriminare la donna, le principali religioni monoteiste sono concordi. È quanto afferma la giornalista e scrittrice Giuliana Sgrena nel suo libro Dio odia le donne pubblicato da Il Saggiatore (librerie.coop Ambasciatori, 3 novembre ore 18). Attraverso una ricognizione delle fonti bibliche e coraniche, Sgrena graffia le consuetudini e risale alla radice stessa della sottomissione femminile. Una solitudine controversa: rileggere Radclyffe Hall si compone di una giornata di studi (5 novembre ore 10 – 13, Biblioteca Salaborsa) e una mostra (4 novembre ore 15.30, Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne) dedicati alla scrittrice inglese Radclyffe Hall, protagonista della vita culturale europea e della cultura lesbica, spesso ritratta in abiti maschili, conosciuta soprattutto per il romanzo Il pozzo della solitudine (1928) che suscitò grande scandalo nell’Inghilterra ancora scossa dal processo ad Oscar Wilde. I due appuntamenti vogliono riflettere sulla storia e la possibile attualità dell’autrice; promotori delle due giornate sono la Biblioteca del Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne (LILEC) dell’Università di Bologna, il Progetto dell’Unione Europea Marie Curie GRACE (Gender & Cultures of Equality in Europe), il Master Erasmus Mundus GEMMA (Women’s and Gender Studies/Studi di genere e delle donne), in collaborazione con la Biblioteca Sala Borsa. Donnissima è l’ultimo libro di Daniela Farnese, pubblicato da Rizzoli (libreria Zanichelli, 6 novembre ore 18). Un giallo a tinte forti che ha per protagonista Enza Caruso, donna delle pulizie in un elegante condominio di Milano. Laureata in Lingue e Civiltà Orientali, Farnese è l’autrice del best seller Via Chanel n. 5 e cofondatrice della Stiletto Academy, che organizza corsi di portamento sui tacchi.

Gender Bender offre anche la possibilità alle persone di vivere il festival da protagonisti, sperimentando attraverso una serie di LABORATORI alcune delle esperienze artistiche direttamente con il proprio corpo.
Un progetto particolarmente nel cuore di Gender Bender è On the road, realizzato con il Centro Documentazione Handicap (3 novembre ore 17 – 20, Centro Sociale Costa). La persona disabile con grave perdita dell’autonomia viene spesso manipolata da altri nei gesti quotidiani e la conoscenza del proprio corpo risulta falsata. Nella giornata verranno sperimentate alcune delle attività proposte in questi anni dagli operatori alle persone con disabiltà e non, confrontandosi, partendo dal nostro corpo, sui limiti che riconosciamo e non, sulle risorse che abbiamo e quelle ancora sconosciute. Conduttori del laboratorio saranno Tristano Redeghieri, Luca Cenci e Tatiana Vitali, per informazioni: 349 2481002. Grazie alla coreografa Giorgia Nardin sarà invece possibile assistere al processo di creazione di un lavoro coreografico. Minor Place è il punto di partenza per la ricerca e lo studio della nuova produzione della coreografa, sostenuto da Gender Bender con una residenza artistica per l’intera durata del festival con sharing finale aperto al pubblico (giovedì 3 novembre, Teatro de’Maicontenti). Giorgia focalizza la ricerca sul vocabolario femminile legato alle pratiche quotidiane del sostegno verso l’altro. Il lavoro procederà a tappe, con periodi di ricerca aperti a gruppi, collettivi e associazioni di donne di diverse età e generazioni che svolgano pratiche collettive: dalle majorette ai gruppi di lettura, ai corsi di cucito. Inoltre, Giorgia aprirà la sua residenza artistica ogni giorno per un workshop gratuito di twerking al pubblico.
A quegli spettatori che vogliono saltare dalla poltrona e toccare con mano la pratica della danza, Gender Bender e Altre Velocità propongono Dire Fare Ballare, 5 moduli per avvicinare altrettanti spettacoli da dietro le quinte, attraverso incontri con i coreografi, dialoghi con esperti, piccole pratiche fisiche testate con i danzatori sul palco e lettura dei temi portati in scena. Il percorso è gratuito, previa iscrizione. Per info e iscrizioni: altrevelocita@gmail.com, 347 4594481.
Per chi volesse ancora mettersi fisicamente alla prova, Gender Bender propone due masterclass di danza con due dei coreografi invitati al festival: Paolo Mangiola autore, insieme a Itamar Serussi Sahar, del trittico Paradox del Balletto di Roma e Riccardo Buscarini, autore di No Lander. Info e iscrizioni: HYPERLINK “mailto:cheli@genderbender.it”cheli@genderbender.it. E infine, per chi volesse letteralmente lasciare la poltrona per scavalcare la quarta parete e salire sul palco con i danzatori, Alessandro Bernardeschi e Mauro Paccagnella di Wooshing Machine propongono due workshop gratuiti riservati a coloro che vorranno prenderanno parte al loro spettacolo Happy Hour (28 orrobre e 29 ottobre ore 14, Arena del Sole). Info e iscrizioni: HYPERLINK “mailto:cheli@genderbender.it”cheli@genderbender.it.

A corredo del festival, 7 PARTY scatenati in 12 giorni, una full immersion attraverso i generi della musica e della queer nightlife, tutti rigorosamente ospitati al Cassero, LGBT Center di Bologna, la casa di Gender Bender. A partire dalle ore 23.30: Don’ stop the music!
Ghetto Fab Party: I’m too bootylicious for you baby! (26 ottobre) è il party per coloro che nel “ghetto gay” ci sguazzano benissimo shackerando le chiappe sui beat sincopati dell’hip hop, è il perfetto palcoscenico per le sessioni di twerking diB’randi, dance hall queen di New York. La Roboterie Party (28 ottobre) è la serata maggiormente aperta alle sperimentazioni, qui con il suggestivo live del duo berlinese degli Hyenaz, un live concepito come un vero e proprio rituale transgender postmoderni, che mescola spiritualità, magia e musica elettronica. Stargayte: Quinceanere Party (29 ottobre) fa tappa in Messico per scoprire il suo Dia De Los Muertos fatto di mariachi, scheletri, fagioli e burritos. Halloween Party (31 ottobre) segna il ritorno alla grande di Myss Keta, l’unica voce femminile dell’hip hop italiano a rappare in “caps lock”, ovvero sempre a lettere maiuscole. Sfrontatezza e orgoglio da coatta, la rendono un personaggio affascinante, per il quale finzione e realtà si confondono, tanto che non è mai chiaro se a parlare sia la donna sotto l’immancabile e iconica maschera-niqab o la maschera stessa. Ghetto Fab Party: Queen Bees and Wanna-Bees (2 novembre) un party, due regine: Mc Nill a.k.a. La Nillola, e Sarah con la H! Tutto il resto, è roba da wannabes, anzi wanna-bees. Pussy Galore Party (4 novembre) è invece l’appuntamento mensile che vede dedicato alle donne, guest le immancabili Strulle e Aldivas, dj, cantante e performer, specializzata nel genere trap. Uncode party (5 novembre) porta in consolle Tama Sumo (Berghain, Berlin) uno dei volti più familiari del famigerato Berghain di Berlino, da poco dichiarato dalla Corte di Berlino, non senza polemiche, luogo di alta rilevanza culturale. Attenta selector mossa da una sincera passione per la musica house, Tama Sumo è nota per i suoi lunghi set al Panorama Bar, la sala finestrata del club berlinese dedicata alle sonorità più morbide della dance underground, spesso in combo con la propria compagna, Lerato, boss dell’etichetta cult Uzuri. A dividere la consolle con lei, sarà Lucretio, berlinese d’adozione e metà dell’affermato duo The Analogue Cops. E per il piacere dei puristi del suono, Uncode ha affidato la musica dei propri guest al celeberrimo Funktion One, l’impianto audio migliore al mondo. Let’s play house!

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Gender Bender è prodotto da Il Cassero LGBT center

Con il patrocinio di: Regione Emilia Romagna | Comune di Bologna | Alma Mater Studiorum Università di Bologna

Realizzato con il contributo di Regione Emilia Romagna Assessorato alla Cultura | Comune di Bologna Area Cultura e Rapporti con l’Università | Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo | Coop Alleanza 3.0 | Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi | Institut Français | La Francia in scena | NPN Nationales Performance Netz | Goethe-Institut Mailand.
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