Manger – Mangiare secondo il coreografo Boris Charmatz

arenaIn prima nazionale, il 27 e 28 marzo all’Arena del Sole Manger, con
coreografie di Boris Charmatz

Il lavoro coreografico di Boris Charmatz è contiguo ai campi delle arti visive e della filosofia. Non è dunque un caso che, nell’accettare il ruolo di direttore artistico del Centre chorégraphique national de Rennes et de Bretagne, Charmatz abbia voluto connotare l’istituzione come “Museo della Danza”. Da allora l’istituzione ha invitato regolarmente artisti e pensatori di tutte le discipline a lavorare assieme su nuove forme. Oggi è un museo in progress, una piattaforma e una fonte di ispirazione per nuovi sviluppi della scena internazionale della danza.
Charmatz lavora con i gruppi di performer su un livello concettuale considerando ogni gruppo come un unico organismo. La metodologia del suo Musée de la danse è intimamente legata alle regole e alle connessioni di gruppi e collettivi. Nei progetti creati in questi anni l’artista ha sperimentato coreograficamente la dinamica dei gruppi come microsocietà altamente complesse. È uno dei pochi coreografi contemporanei che non guarda al tema della massa come a un dominio esclusivo del balletto classico.
In entrambi i suoi lavori di maggior successo, Levée des Conflits (2010) and Enfant (creazione 2011 per il Festival di Avignone), è possibile rintracciare un leitmotiv ricco di sfumature: la tensione intensa tra controllo e caos, struttura e improvvisazione, forma rigida e energia libera.
In questo suo ultimo lavoro Boris Charmatz si concentra su un tema tanto senza tempo quanto di attualità: “Manger –Mangiare”. Questo tema si lega a un esteso campo di riferimenti simbolici e di complessi problemi su scala globale: sovrappopolazione, sovrapproduzione, nutrizione, cibo spazzatura, carenza, equilibrio, eccesso.
Guardare le persone mangiare – dichiara Boris Charmatz – è una strana forma di osservazione estetica, un’attività con un aspetto quasi mostruoso. La danza è stereotipata su un ideale di un corpo fragile ed etereo. Un tema a prima vista così ‘semplice’ è al contempo tempo ricco nelle sue possibilità formali e concettuali. C’è una contraddizione che mi piace molto: mangiare è totalmente non-spettacolare, un processo quasi invisibile. Allo stesso tempo mangiare può molto rapidamente apparire espressivo e carico di simboli: trangugiare cibo avidamente, mangiare tanto da ammazzarsi come nella Grande abbuffata di Marco Ferreri, mangiare una banana enfatizzando la connotazione sessuale. Così l’atto banale di ogni giorno del mangiare quasi mai è stato usato in una coreografia. Si tratta in pratica di far sparire delle cose. È più un processo di sparizione che di dimostrazione o presentazione”.

In Manger Charmatz sposta il centro di gravità del movimento: muove il corpo a partire non dagli occhi e nemmeno dagli arti, ma dalla bocca. Fa di questa apertura una cornice percettiva a tutti gli effetti, incrocio dove si mescolano cibo, voce, respiro, parole, saliva, la bocca, un luogo di circolazione dove l’interno e l’esterno, l’io e l’altro si incontrano, si gustano, si valutano, si scambiano, si ingeriscono. Adottando questa metafora come motore coreografico, Charmatz delimita un campo generale dell’oralità. Si mangia, si canta, si gusta, si mischia, si irradia di bocca in bocca fino a invadere tutto lo spazio.

Nato nel 1973 a Chambéry, in Francia, il danzatore e coreografo Boris Charmatz, formatosi inizialmente alla scuola di balletto dell’Opera di Parigi, ha assunto nel 2009 la direzione artistica del Centre chorégraphique national de Rennes et de Bretagne dichiarandolo Museo della Danza. Assieme alle sue creazioni coreografiche presentate in tutto il mondo ha sviluppato forme sperimentali di “mostre”. Expozéro è stata vista allo Spring Dance Festival di Utrecht (2009) e a Performa 11 di New York (2011). Nel 2012 è stato co-curatore della mostra Moments. A History of Performance in 10 Acts allo ZKM, il Centro per l’arte e la tecnologia dei media di Karlsruhe. Nel 2013 il MoMA di New York ha presentato diversi suoi lavori in una “live exhibition” di tre settimane intitolata Three Collective Gestures. Charmatz è co-autore di diversi libri sulla danza contemporanea, tra I quali Je suis une école (2009) e (con Jérôme Bel) Emails 2009 – 2010.

27 e 28 marzo, Arena del Sole, sala Leo de Berardinis
ore 21
prima nazionale

Manger
coreografie Boris Charmatz

con Or Avishay, Matthieu Barbin, Alina Bilokon, Nuno Bizarro, Olga Dukhovnaya, Alix Eynaudi, Julien Gallée-Ferré, Peggy Grelat-Dupont, Christophe Ives, Maud Le Pladec, Mark Lorimer, Marlène Saldana, Frank Willens

luci Yves Godin
suono Olivier Renouf
arrangiamenti e lavoro vocale Dalila Khatir
Musée de la danse / Centre chorégraphique national de Rennes et de Bretagne

Lo spettacolo è stato creato alla Ruhrtriennale — International Festival of the Arts 2014

Info e biglietti: 051.2910.910 HYPERLINK “http://www.arenadelsole.it” www.arenadelsole.it