Francesca Ghermandi si racconta

Bolognese doc e una delle protagoniste di BilbolBul 2012, il Festival bolognese del fumetto. Una mostra al Museo Civico Archeologico e una dedicata ai bambini.
Francesca Ghermandi si racconta


Hai alle spalle un percorso poliedrico che ti ha portato dall’illustrazioni di libri per ragazzi alla realizzazione della sigla per la Mostra del Cinema di Venezia nel 2006, fino al Vecchione del 2007 di Piazza maggiore. Dopo un percorso così ampio e completo, cos’è per te oggi il fumetto se così lo possiamo definire?
è sempre il modo più semplice per me di leggere o di narrare delle storie: disegnare e al contempo scrivere oppure leggere e guardare

La mostra di quest’anno Officina Ghermandi è una sorta di vero e proprio laboratorio a cielo aperto. Mostri tavole, disegni e schizzi che hai ritrovato e che vengono dal tuo percorso creativo. Qual è il legame tra il bozzetto e l’opera compiuta? In che modo il mondo in cui vivi ti contamina?
il legame lo si scopre al termine del lavoro e a volte è una bella sorpresa: è come il seme messo vicino alla pianta. fa impressione vedere quali strade si sono seguite per arrivare alla fine. il mondo in cui vivo mi contamina parecchio anche se cerco di non farmi coinvolgere troppo

Se il fumetto/illustrazione non fosse contemplato come forma d’espressione come “metteresti a nudo al tua creatività”?
probabilmente proverei a cucire con la stoffa dei pupazzi e li metterei in un teatrino…

Nel 2012 qual è la Bologna del fumetto e il fumetto di Bologna?
il fumetto di bologna non lo so, ma un fumetto molto bello su bologna è pompeo di andrea pazienza oppure alan ford di magnus (ok, non è su bologna ma è uguale).

Come vive Francesca Ghermandi a Bologna? Tre cose che fai tutti giorni e i tre tuoi luoghi “cult”
disegno quasi sempre ed esco pochissimo. però tre luoghi potrebbero essere: la libreria modo di via mascarella, i giardini margherita e la piscina.

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