
Giovedì 12 marzo, il primo appuntamento dal titolo Attualità del segno grafico tra matrice, segno grafico e multiplo vedrà la partecipazione dello storico dell’arte Fabio De Chirico, attualmente direttore dell’Istituto Centrale per la Grafica. L’incontro sarà dedicato a una riflessione sull’attualità della grafica e sul rapporto tra matrice, traccia, segno grafico e multiplo, temi che attraversano la storia della stampa e del disegno e che continuano a offrire nuovi spunti di ricerca nel panorama contemporaneo. Nel corso dell’intervento verrà presentata anche l’esperienza dell’Istituto Centrale per la Grafica, nato dall’unione della Calcografia Nazionale e del Gabinetto Nazionale dei Disegni e delle Stampe, oggi punto di riferimento per la conservazione, lo studio e la valorizzazione del patrimonio grafico e fotografico. Le sue collezioni, per la loro natura e delicatezza, sono accessibili soprattutto attraverso mostre temporanee e rotazioni espositive, configurando l’istituto come un luogo peculiare di incontro tra archivio, museo e ricerca contemporanea.
Fabio De Chirico è storico dell’arte contemporanea e museologo, autore di saggi e curatore di mostre dedicate alle arti visive e alla fotografia. Ha ricoperto incarichi di soprintendenza in diverse regioni italiane e, dal 2015 al 2024, è stato dirigente della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
Mercoledì 27 maggio, il secondo appuntamento dal titolo Al di là della Storia dell’Arte. Aby Warburg e Max Ernst, vedrà protagonista la storica dell’arte e curatrice Martina Mazzotta. Il 2026 segna due importanti ricorrenze: il cinquantesimo anniversario della morte di Max Ernst e il centesimo anniversario dell’apertura della Kulturwissenschaftliche Bibliothek, il celebre istituto fondato ad Amburgo nel 1926 da Aby Warburg e trasferito a Londra nel 1933, oggi parte del Warburg Institute. Questa doppia ricorrenza offre l’occasione per esplorare alcune affinità nei percorsi, nei temi e nelle questioni che attraversano le opere di Ernst e Warburg: due figure per molti aspetti “irregolari” che, formatesi entrambe all’Università di Bonn, hanno saputo spingersi oltre i confini della pittura e della storia dell’arte, anticipando molte delle istanze della cultura contemporanea e digitale. L’incontro sarà dunque all’insegna di Mnemosyne, dea greca della memoria e del ricordo, madre delle muse e simbolo della sopravvivenza delle immagini nel tempo, nonchè titolo dell’ultimo progetto incompiuto di Warburg.
Martina Mazzotta è storica dell’arte, docente e curatrice con formazione filosofica. Si occupa dei rapporti tra filosofia, arti visive e scienze, ha curato mostre internazionali e studi su figure come Wassily Kandinsky, John Cage, Jean Dubuffet e Max Ernst. È corrispondente dal Regno Unito per Il Sole 24 Ore e Associate Fellow presso il Warburg Institute.
Il progetto Panopticon, ideato nel 2018 da Simone Pellegrini, si propone di offrire un punto di vista privilegiato di figure di rilievo del panorama culturale nazionale e internazionale, a partire dalla dimensione dell’Arte. Critici, curatori, direttori museali, responsabili di testate giornalistiche, storici dell’arte e altri professionisti del settore hanno così contribuito, nel tempo, a definire gli ambiti di indagine e di discussione, con l’obiettivo di fornire strumenti utili a interpretare le dinamiche – e talvolta anche le staticità – di quel mondo artistico le cui logiche meritano di essere osservate e comprese con maggiore consapevolezza.
La sua ottava edizione ha preso il via lo scorso 22 gennaio 2026 con il primo appuntamento dal titolo Il sistema e il mercato dell’arte nel 2026: geografie, scenari, attori e prospettive, in cui il giornalista Luca Zuccala, attualmente direttore de Il Giornale dell’Arte, ha offerto un’analisi critica, aggiornata e fortemente orientata alla pratica del sistema dell’arte contemporanea.
Accademia di Belle Arti di Bologna
Via delle Belle Arti 54, Bologna
Ingresso libero fino a esaurimento posti