“Fotografie e indagini urbane”: leggere le città e le sue trasformazioni attraverso l’obiettivo

Laboratorio di sperimentazione dedicato alle superfici e ai rivestimenti, a metà strada tra showroom e officina creativa: così si presenta Stepping Stone, ex galleria d’arte in via Zanardi 2/5 che nel 2015 il fotografo e artista bolognese Gian Luca Perrone ha trasformato in uno spazio ibrido e creativo, aperto alle contaminazioni.

Da questa attitudine è nato il ciclo di incontri “Area Stepping”, che domani, giovedì 12 marzo alle ore 18.00, presenta “FOTOGRAFIE E INDAGINI URBANE” (ingresso gratuito, iscrizioni al link), un talk dedicato alla fotografia come strumento di indagine del tessuto urbano. Ad animarlo saranno Tommaso Bonaventura e Paola Binante, docenti di fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, insieme a Fabio Severo, autore di numerosi saggi sulla fotografia, con l’architetto Pierluigi Molteni.

Nel corso dell’incontro verranno presentati alcuni lavori realizzati dagli studenti del Biennio di Fotografia dell’Accademia, incentrati sulla città di Bologna e ispirati alle ricerche della fotografia americana degli anni ‘70. Progetti che hanno preso forma attorno a un aspetto specifico della città — urbanistico, storico, sociale — concentrandosi su luoghi, eventi e processi che strutturano il territorio come spazio vissuto.

In esposizione fino a venerdì 13 anche l’opera Un caro amico_autobus 37vincitrice del premio Fondazione CarisBo per Collezionisti 2025. Una grande stampa in bianco e nero dell’autobus che il 2 agosto 1980 fu utilizzato per trasportare le vittime della strage di Bologna, realizzata in scala 1:1 con una macchina fotografica di grande formato.

La giornata sarà preceduta da una lezione aperta al pubblico tenuta da Fabio Severo, in programma presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, dal titolo Too old to rock. Too young to die. Un’introduzione alla fotografia americana negli anni ’70.

«Area Stepping è un format serale dedicato all’incontro tra mondo del progetto e arti visive e sonore – spiega Gian Luca Perrone. – Ogni appuntamento invita a rallentare, riflettere e ampliare la propria visione creativa attraverso dialoghi con fotografi, musicisti, curatori e artisti, lontano dalle logiche commerciali tradizionali. A breve lanceremo un secondo ciclo, Playroom, un momento informale durante la pausa pranzo in cui aziende partner e professionisti si incontrano per “giocare” con i materiali».