More Than This alla Pinacoteca

Danilo Stojanović, Out of Reach, 2024, olio su tela, 80 x 90 cm, Courtesy l’artista e CAR Gallery, Bologna, Ph. Manuel Montesano

Fondazione Coppola, in collaborazione con i Musei Nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna e l’Accademia di Belle Arti di Venezia, presenta More Than This, una mostra curata da Daniele Capra. Il progetto, visibile fino al 6 aprile 2026, riunisce negli spazi del Salone degli Incamminati della Pinacoteca Nazionale di Bologna oltre cinquanta opere su tela e su carta di dodici artisti che praticano la pittura, accomunati dall’esperienza di studio all’Accademia di Belle Arti di Venezia nel corso dell’Atelier FThomas Braida, Chiara Calore, Francesco Cima, Nebojša Despotović, Jingge Dong, Beatrice Gelmetti, Chiara Peručh, Paolo Pretolani, Adelisa Selimbašić, Danilo Stojanović, Aleksander Velišček e Maria Giovanna Zanella.

More Than This propone infatti una ricognizione critica di quella che si è caratterizzata come la più rilevante ‘scuola’ di pittura emersa recentemente sulla scena contemporanea italiana.
Benché giovani, i singoli artisti che si sono formati in questo contesto hanno negli ultimi tempi ricevuto l’attenzione della critica, dei musei e delle istituzioni, a partire da La Scuola di Venezia, progetto seminale ospitato dalla Fondazione Coppola lo scorso anno, che ha generato i presupposti per la mostra a Bologna.
“È per noi una grande soddisfazione che la ricerca sulla Scuola di Venezia, nata nei nostri spazi, prosegua oggi alla Pinacoteca Nazionale di Bologna”, spiega Antonio Michele Coppola, presidente dell’omonima Fondazione vicentina che si occupa di promuovere e sostenere l’arte contemporanea. “Con la mostra More Than This, Fondazione Coppola espande la propria indagine favorendo il riconoscimento di questo gruppo di artisti, formatosi presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, in un contesto museale di altissimo profilo”.
More Than This allude, già nel titolo, all’importanza del lavoro del singolo all’interno di un contesto collaborativo e di attenzione all’altro, richiamando al tempo stesso la centralità del fare artistico come pratica quotidiana, fondata su disciplina, tempo e dedizione. Il progetto sottolinea inoltre la ricchezza e l’articolazione linguistica degli artisti coinvolti, la cui ricerca pittorica spazia da una pittura dal sapore surreale a tonalità metafisiche, da una figurazione fortemente emotiva a forme liquide di astrazione.
“Una ricognizione critica preziosa, che pone l’accento su un aspetto primario, eppure spesso tralasciato nella considerazione critica sul fare artistico: quello del lavoro” evidenzia il direttore ad interim Musei nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-RomagnaCostantino D’Orazio. “Lavoro inteso come formazione, esperienza del singolo e del gruppo, come esperienza necessaria e fondativa dell’intera nostra vita civile e democratica. Lavoro, dunque, come attività di produzione ma che, nel suo farsi, è esso stesso un prodotto del proprio tempo”.
La ‘scuola’ ha preso forma nel tempo all’interno dei corsi dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, grazie a un sodalizio ormai consolidato tra docenti, studenti e artisti maturi che continuano a tornare in atelier per lavorare fianco a fianco con le generazioni più giovani. La mostra restituisce questo percorso condiviso attraverso le diverse articolazioni espressive dei singoli autori, indagando i tratti concettuali di una scuola che si fonda non su affinità formali o stilistiche, ma su una precisa impostazione metodologica. Due sono gli elementi centrali che definiscono l’approccio dell’Atelier F. Il primo riguarda la relazione tra artista e opera, intesa come un dialogo costante, paritetico e talvolta feroce, in cui l’ascolto reciproco conduce spesso a esiti inattesi. Nei dipinti, l’immagine non è il risultato di un processo prestabilito, ma nasce da un’incessante negoziazione diretta con il fare pittorico. Il secondo elemento è il metodo collaborativo e non competitivo, elaborato dai docenti e praticato quotidianamente all’interno dell’atelier: le opere di ciascuno restano visibili a tutti, in una dinamica di confronto continuo e orizzontale. In questo contesto, il risultato individuale diventa patrimonio condiviso, generando una vera e propria forma di intelligenza collettiva.
“Tutto quel che viene detto durante le fasi di confronto”, spiega il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, Riccardo Caldura“riguarda molto marginalmente l’interpretazione ‘contenutistica’; piuttosto si tende ad ascoltare il parere dell’artista sulla propria ricerca in fieri, così da renderne più chiare le intenzioni e i relativi punti di fragilità o di tenuta. Il metodo mira a sviluppare una consapevole riappropriazione del proprio fare. Nella smaterializzazione e iperproduzione contemporanea, qualcosa apre verso una restituzione per immagini della propria relazione con il mondo”.
 
Da More Than This emerge una dimensione di sensibilità condivisa che si riverbera sul progetto espositivo, per il quale la mostra è un dispositivo di relazione più che come una sequenza ordinata di opere. L’allestimento privilegia infatti una costruzione per affinità e contrasti, favorendo un confronto visivo costante che riflette la pratica laboratoriale da cui le opere prendono forma. Ne risulta un tessuto espositivo denso e stratificato, in cui la pluralità dei linguaggi non si risolve in una somma di individualità, ma in una misura collettiva capace di tenere insieme complessità, differenza e collaborazione.
More Than This è costituita da oltre cinquanta lavori recenti, molti dei quali realizzati appositamente per la mostra bolognese. Il percorso è costruito in forma dialogica accostando le opere in un continuo confronto visivo, in coerenza con la metodologia laboratoriale praticata dall’Atelier F”, conclude il curatore della mostra Daniele Capra. “I dipinti che aprono la mostra ritraggono alcuni degli artisti che sono parte di tale gruppo, cui seguono dei nuclei concettualmente coerenti di opere in cui gli autori sono messi a confronto. Ne emerge una grande complessità linguistica di una scuola che si misura per relazione e capacità collaborativa”.
 
 A questo link si possono scaricare le immagini e la Cartella stampa completa
 
 
More Than This
Opere di Thomas Braida, Chiara Calore, Francesco Cima,
Nebojša Despotović, Jingge Dong, Beatrice Gelmetti,
Chiara Peručh, Paolo Pretolani, Adelisa Selimbašić,
Danilo Stojanović, Aleksander Velišček e Maria Giovanna Zanella
A cura di Daniele Capra
Pinacoteca Nazionale di Bologna
Via delle Belle Arti 56
40126 Bologna
Dal 31 gennaio al 6 aprile 2026
Da martedì a domenica e festivi ore 9-19
Biglietto: intero € 12, ridotto € 10
Ridotto giovani dai 18 ai 25 anni € 2
Il biglietto della mostra include la visita al museo
Ingresso gratuito alla mostra il 6, 7 e 8 febbraio
Ufficio stampa Musei Nazionali di Bologna
Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna