
Flavio de Marco, Naturkundemuseum, 2024. Olio e acrilico su tela, cm 70 x 50 cm. Foto Nils Wilbert. Courtesy l’artista e Galleria Studio G7
Fino al 29 marzo 2026 il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna del Settore Musei Civici del Comune di Bologna presenta nella sede di Villa delle Rose Screen Life, mostra personale dell’artista Flavio de Marco, curata da Lorenzo Balbi e realizzata in collaborazione con Galleria Studio G7.
L’esposizione rientra nel programma istituzionale di ART CITY Bologna 2026 (5 – 8 febbraio), il palinsesto di mostre ed eventi promosso dal Comune di Bologna con il sostegno di BolognaFiere in occasione di Arte Fiera.
Il progetto espositivo, ideato appositamente per gli spazi di Villa delle Rose, attraversa ventisei anni di attività dell’artista offrendo una lettura estesa della sua ricerca pittorica che sancisce il passaggio epocale dalla vita analogica a quella digitale. Nelle prime tele dedicate alle schermate del computer, de Marco ravvisa l’esperienza del nuovo paesaggio contemporaneo ridefinendo la percezione del reale. Negli anni questo spazio ha continuato a rappresentare per l’artista il campo di riflessione privilegiato attraverso cui indagare soggetti differenti che spaziano dalla natura morta al ritratto, generi pittorici in cui l’esperienza del reale diventa proiezione in uno spazio immateriale.
Nove i nuclei tematici che raccontano con circa settanta opere la produzione di de Marco: Autoritratto, Paesaggio, Orizzonte, Souvenir, Vedute, Fiction, Xenia, Virtual Reality e Avatar.
Nella sezione Autoritratto, i disegni a pastello degli ultimi anni vengono affiancati ad Autoritratto nelle vesti di Georg Gisze (2022), il lavoro in cui l’opera rinascimentale realizzata da Hans Holbein il Giovane viene ripresa per affrontare il tema dell’identità dell’artista in rapporto ad altri autori.
Opere come Mediterraneo (2007/2025), Paesaggio (Cima da Conegliano) (2009/2019) e Paesaggio (ready-made) (2008) fanno parte della sezione Orizzonte. In questi lavori il meccanismo di sovrapposizione delle finestre digitali si sviluppa in nuove composizioni a cui fanno da contrappunto elementi di scenari classici.
Nelle opere raccolte nella sezione Souvenir emerge per la prima volta la presenza di immagini figurative all’interno delle schermate; la storia della pittura è contaminata da simboli e dispositivi del mondo digitale. In Souvenir Schifanoia (luglio) (2007), ad esempio, frammenti del ciclo dei mesi della Scuola Ferrarese convivono con la struttura di Photoshop e del programma Promemoria, dando origine a un risultato ibrido e fuori fuoco.
Nel nucleo Vedute è manifesta l’attitudine di de Marco a rileggere questo genere attraverso una visione stratificata di cartoline, manifesti, mappe, navigatori satellitari e guide turistiche. Nella grande tela Add Files (Montafon) (2014/2025), una località di montagna appare come sfondo di un sito di trasferimento dei file, attribuendo al paesaggio una funzione decorativa nella prospettiva del viaggio.
In Fiction sono raccolti i paesaggi dell’isola di Stella, un luogo immaginario di cui l’artsita ha realizzato una guida turistica, frutto di un lungo processo di sperimentazione formale sul genere del paesaggio. Vi sono, inoltre, rappresentazioni di luoghi extra-terrestri e letterari, come l’isola di Pala del romanzo utopico L’isola di Aldous Huxley.
Nelle opere contenute nella sezione Xenia a tornare è il motivo della natura morta riorganizzato intorno alla pervasiva presenza dello smartphone, inteso come dispositivo per abitare più luoghi nello stesso tempo, alternando la fisicità degli oggetti quotidiani all’immaterialità delle applicazioni.
Nella stanza Virtual Reality la realtà è filtrata da schermi e dispositivi che invertono il rapporto tra realtà e rappresentazione. In Das Mädchen in der Straßenbahn o Hausaufgaben (2023) lo sguardo si sposta su ambiti di vita quotidiana nei quali le figure sono assorte nell’astrazione proiettiva della comunicazione privata.
Con Avatar si chiude il cerchio del percorso espositivo tornando ai ritratti che qui rappresentano figure reali e virtuali. I riferimenti alla ritrattistica si mescolano alle pagine di Instagram e ai videogiochi, in una galleria in cui robot-artisti, influencer e identità inesistenti appaiono sullo stesso livello di realtà.
In ultimo, il secondo piano della Villa propone una selezione di disegni sui diversi temi esposti nelle singole stanze.
SCHEDA TECNICA
Screen Life
Mostra promossa da
Venerdì 6 febbraio 14.00 – 20.00
Sabato 7 febbraio 14.00 – 22.00 (ultimo accesso ore 21.30)
Domenica 8 febbraio 14.00 – 20.00