Bologna Festival 2026. La musica risplende

Simon Rattle SSR (foto Oliver Helbig_Warner Classics)

Le programmazioni artistiche delle istituzioni musicali sono chiamate, oggi più che mai, a confrontarsi con istanze di natura diversa: custodire e perpetuare il patrimonio della tradizione, diffondere e promuovere il repertorio contemporaneo, fino a lambire le propaggini della nuova musica; riformulare il senso stesso del fare cultura in un tempo segnato da discontinuità, accelerazioni e fragilità sociali; informare e formare il pubblico attraverso nuove modalità di fruizione, con particolare attenzione alle giovani generazioni; aprire finestre sul mondo ma guardare, nel contempo, al territorio umano e culturale in cui si opera.

In questo spazio di intenti programmatici si colloca a pieno titolo il Bologna Festival – giunto alla 45^ edizione –  che conferma, anche nella Stagione 2026, la volontà di proporsi non come semplice vetrina di eventi articolati in “paragrafi tematici”, ma come organismo coerente, attraversato da un forte pensiero progettuale, dove la musica diventa sempre una esperienza conoscitiva, uno strumento di connessione tra le arti, un confronto “militante” tra diverse scuole interpretative, tra le più disparate personalità artistiche; una proposta dove i repertori toccano tutti i periodi della letteratura musicale, dal barocco al contemporaneo alla nuova musica, alle tradizioni extraeuropee e ai linguaggi di confine, con riletture e attraversamenti di epoche, stili e geografie sonore sempre diverse e che guardano al futuro.

Grandi Interpreti, Carteggi musicali, Talenti, Il Nuovo l’Antico l’Altrove, Classica in Sneakers, Palazzo Pepoli in Musica, Progetti SpecialiBaby BoFèNote sul registroProgetto Leporello, sono i capitoli di un unico racconto che il Bologna Festivalpropone nella programmazione 2026, dando vita a un affresco musicale di respiro internazionale.

Sulle scene del Festival  – dal 15 aprile al 9 dicembre 2026 – si avvicenderanno alcune fra le più autorevoli personalità e istituzioni della musica mondiale: Simon Rattle alla guida della Chamber Orchestra of Europe, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Daniel Harding, la Münchener Kammerorchester con Piotr Anderszewski, la Utopia Orchestra guidata da Teodor Currentzis, l’Orchestra Leonore e la Balthasar NOVA con la Cuban-European Youth Orchestra, entrambe dirette da Thomas Hengelbrock. Accanto alle grandi compagini orchestrali, il Festival ospiterà solisti straordinari, tra i quali Sophia LiuEmanuele ArciuliVilde FrangAlexander Malofeev, fino al recital conclusivo di Lang Lang. Artisti affermati che passeranno idealmente il testimone alle nuove generazioni di musicisti, rappresentate da Aozhe Zang vincitore – a soli diciassette anni – del 58^ Premio Paganini, dal Trio Rinaldo, dal Doré Quartet, dal pianista Daniele Martinelli per citare solo alcuni tra i protagonisti di un carnet assai nutrito. Nuovi capitoli si apriranno, inoltre, sul versante della ricerca e della creazione contemporanea: verrà presentata una nuova composizione di Matteo Franceschini commissionata da Bologna Festival e Ferrara Musica. Sempre attento alle collaborazioni con le realtà del territorio e con tutte le istituzioni culturali, il Festival riunisce all’interno della propria programmazione tutte le formazioni musicali di Bologna tra cui il Teatro Comunale, l’Orchestra Senzaspine, l’Orchestra della Fondazione Luciano Pavarotti, il FontanaMix, l’Orchestra Barocca di Bologna e l’Orchestra del Conservatorio.

 

«Con oltre quarant’anni di storia e quasi 1300 concerti alle spalle, – afferma Maddalena da Lisca, Sovrintendente e Direttrice Artistica – il Bologna Festival guarda al 2026 con lo stesso slancio che lo anima da sempre: il desiderio di essere parte viva della città con apertura e curiosità, nella consapevolezza del proprio ruolo culturale. Le dieci rassegne in programma si snodano in tempi e luoghi diversi: teatri, musei, chiostri, università, chiese e persino una birreria, in un dialogo continuo con Bologna e i suoi spazi. Il Festival parla a pubblici differenti e li invita all’ascolto su percorsi artistici che spaziano tra novità assolute e riscoperte in prima esecuzione, commissioni e grandi repertori, musica antica, moderna, contemporanea, europea ed extra-occidentale, accanto alla sinfonica, alla cameristica, al canto corale, al teatro musicale per i più piccoli, senza trascurare le attività di approfondimento, formazione e i progetti di solidarietà.

Un piano d’azione sfidante ma non azzardato. La tensione artistica rispetta con rigore le ragioni della sostenibilità economica in una visione progettuale che guarda alla responsabilità sociale del nostro lavoro. La musica, strumento di completezza educativa e culturale, deve essere anche preziosa occasione di inclusione e relazione che contribuisce a costruire crescita collettiva.

Questo cammino è il frutto di un lavoro condiviso: della visione di un Presidente illuminato, della lungimiranza di un Consiglio Direttivo coraggioso, dell’impegno di uno staff appassionato e del sostegno prezioso delle istituzioni e dei nostri sostenitori storici e nuovi, ai quali va il nostro più sincero benvenuto».

 

«Bologna Festival – sostiene il Sindaco Matteo Lepore – è, da oltre quarant’anni, una delle espressioni più riconoscibili dell’identità culturale della nostra città nonché del panorama musicale italiano. In un tempo complesso, attraversato da cambiamenti rapidi e da nuove fragilità sociali, iniziative come quelle promosse da Bologna Festival ci ricordano quanto la cultura sia una infrastruttura fondamentale della comunità: uno spazio di conoscenza, di dialogo, di crescita civile. La programmazione 2026 testimonia con forza questa visione, con un’offerta che intercetta le esigenze di un pubblico vasto ed eterogeneo, dai più piccoli ai più fini cultori, in un programma capace di tenere insieme tradizione e contemporaneità, grande repertorio e nuove creazioni, maestri affermati e giovani talenti. Bologna si conferma così città aperta al mondo, capace di accogliere alcune delle più prestigiose orchestre e personalità musicali internazionali, e allo stesso tempo di valorizzare la ricerca, la sperimentazione e le nuove generazioni. Ringrazio la Sovrintendente e Direttrice Artistica Maddalena da Lisca, il Presidente Federico Stame, tutti i sostenitori pubblici e privati che rendono possibile questo prezioso progetto culturale e quanti vi lavorano con professionalità e dedizione».

 

«Alfasigma rinnova per il 2026 il tradizionale sostegno al Bologna Festival» – afferma Silvana Spinacci, Corporate Image & Social Responsability di Alfasigma, main partner della kermesse. «Sono in particolare i dipendenti a usufruire a questa forma di supporto al Bello, il Bello che fa bene che fa star bene: imparare divertendosi e nel divertimento trovare lo stimolo per crescere».

 

Francesco Bernardi, Founder di Illumia, sempre Main Partner del Festival, sostiene«Sono sette anni che Illumia collabora con Bologna Festival sostenendo il suo programma annuale e realizzando insieme entusiasmanti progetti per la città durante il Natale. Una lunga storia dunque. E come tutte le storie che danno buoni frutti nel tempo si scopre che nasce fra i protagonisti un comune sentire e un desiderio di bellezza che precede la realizzazione dei singoli eventi e che ha a che fare con il più importante dei valori relazionali. È l’amicizia, infatti, il più gratuito frutto di questa nostra collaborazione, un’amicizia operosa che ci gratifica nel rendere Bologna sempre più bella»

 

Bologna Festival 2026 è realizzato con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna, main partners Alfasigma, Illumia, mecenate diamante Fondazione Tridama, mecenati oro Banca di Bologna, G.D a coesia company, Emil Banca, Marposs, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna mecenati argento Valsoia, Assintel, BPER Banca, Galotti, Confindustria Emilia Area Centro, con il contributo di Confcommercio Ascom Bologna, Maria Luisa Vaccari sponsor Cocchi Technologies, Alternative Group, Coop Alleanza 3.0, Unicredit, Pir Group, Stefauto 1952, Fabbrica di Birra Ronzani, Lavoropiù, Soci Mecenati, Benemeriti, Sostenitori e Amici di Bologna Festival partner tecnico Isolani Meeting media partners Rai Radio 3, Giornale della Musica, Il Resto del Carlino, Sky Classica.

 

Il Programma

 

I Grandi Interpreti |Teatro Auditorium Manzoni

Il percorso dei Grandi Interpreti si apre il 29 aprile con Sir Simon Rattle e la Chamber Orchestra of Europe. Il programma accosta la geometria nervosa della Musica per archi, percussioni e celesta di Bartók alla sospensione metafisica della Sarabanda dal Doktor Faust di Busoni, alla vitalità popolare delle Danze slave di Dvořák, fino alla Quarta Sinfonia di Brahms, summa estrema di rigore formale e tensione espressiva. L’8 maggio è affidato all’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, sotto la guida di Daniel Harding, impegnato in un progetto organico che accosta Wagner e Mahler. Il Preludio e morte di Isotta dal Tristanowagneriano e la Quarta Sinfonia di Mahler, con la voce di Christiane Karg, disegnano due modalità opposte e complementari di trascendenza: l’estasi amorosa che consuma il mondo e l’innocenza visionaria di una “vita celeste” osservata da lontano. Il 14 maggio la Münchener Kammerorchester, guidata da Florian Donderer, conferma la propria vocazione di laboratorio sonoro. Il programma alterna lo Strum di Jessie Montgomery, innervato di idiomi popolari americani, al Concerto KV 491 di Mozart. Al centro, come zona di sospensione, gli Intermezzi di Brahms affidati – insieme al Concerto mozartiano – al celebre pianista Piotr Anderszewski. La Sinfonia “Classica” di Prokof’ev chiude il cerchio con un gioco ironico e lucidissimo. Il 20 maggio il testimone passa al recital della canadese Sophia Liu, pianista di grande maturità espressiva benchè giovanissima. Il suo itinerario attraversa Chopin – dal Notturno alle Mazurche, dalla Prima Ballata allo Scherzo op. 54 – come una progressiva espansione del discorso lirico, ampliata dalla malinconia russa di Čajkovskij (Dumka e Stagioni) e portata al limite tecnico ed evocativo da Islamey di Balakirev. Il 26 maggio segna l’incontro tra l’Orchestra Leonore di Daniele Giorgi e Alexander Malofeev, interprete cresciuto nella grande tradizione pianistica russa. Il Concerto per pianoforte di Grieg dialoga con la Sesta Sinfonia “Patetica” di Čajkovskij, in cui il linguaggio sinfonico si fa gesto autobiografico e irriducibile.

Appuntamento da non perdere quello del 4 giugno: debutta a Bologna Utopia Orchestra, progetto globale ideato da Teodor Currentzis, con Vilde Frang solista nel Concerto per violino di Alban Berg, elegia sospesa “alla memoria di un angelo”. La Prima Sinfonia “Titano” di Mahler completa un dittico di origine mitteleuropea, in cui ironia, trauma e aspirazione convivono in equilibrio instabile.

La stagione dei Grandi Intepreti si chiude il 10 giugno con la Cuban-European Youth Orchestra e Balthasar Nova, guidati da Thomas Hengelbrock. In pagina il classicismo luminoso della Sinfonia KV 338 di Mozart, la mozartiana Al desio di chi t’adora, la cantata Berenice che fai? di Haydn, affidate alla voce di Kate Lindsey, e infine la Settima Sinfonia di Beethoven.

 

Talenti |Cortile dell’Archiginnasio | Chiesa di Santa Cristina della Fondazza

Il ciclo si apre il 15 giugno con il Doré Quartet, formazione nata nel 2021 e oggi in perfezionamento all’Accademia Stauffer. Il programma impagina il Quartetto KV 387 di Mozart, il secondo dei Razumovskij di Beethoven, e al centro, Tenebrae di Osvaldo Golijov, pagina che rilegge la tradizione sacra con sensibilità contemporanea.

Il 23 giugno è dedicato al Galà lirico, realizzato in collaborazione con l’Accademia Lirico Interpretativa “Maria Callas”. Alessandra RizziniNie Ling e Tomohiro Nomachi, accompagnati al pianoforte da Samuele Piccinini attraversano il teatro musicale ottocentesco con pagine di Rossini, Donizetti, Verdi e Gounod. Il 30 giugno segna l’incontro tra Daniele Martinelli, vincitore dell’ultima edizione del Premio Venezia, e l’Orchestra Senzaspine diretta da Tommaso Ussardi. In una stessa serata, il pianista è chiamato ad affrontare due capisaldi del concerto per pianoforte e orchestra: il KV 503 di Mozart e il Concerto n. 3 di Beethoven.  Il 6 luglio il Trio Rinaldo, formazione cresciuta tra Chigiana, Stauffer e Avos Project, affronta l’universo cameristico di Dvořák con il Trio op. 21 e il Trio “Dumky. Il ciclo si conclude il 13 luglio con il debutto bolognese del violinista Aozhe Zhang, vincitore dell’ultimo Premio Paganini. Giovanissimo, Zhang si inserisce in una tradizione che da Genova ha lanciato alcune delle figure decisive del violinismo moderno. Il programma impagina la mozartiana Sonata in la maggiore KV 305 per proseguire con la Sonata n. 9 in la maggiore op. 47 “a Kreutzer” di Beethoven, con la Sonata n. 2 in re maggiore op. 94bis di Sergej Prokof’ev e concludersi con la tecnica trascendentale de I palpiti op. 13 di Niccolò Paganini, introduzione e variazioni sul celebre tema “Di tanti palpiti” dalTancredi di Gioachino Rossini.

 

Il Nuovo l’Antico l’Altrove 

Il ciclo si apre il 15 settembre nella Chiesa di Santa Cristina della Fondazza con Maria & Maddalena, drammaturgia musicale ideata da Francesca Aspromonte e Boris Begelman, nell’interpretazione di Arsenale Sonoro. Da Scarlatti a Händel, da Bononcini a Caldara, prende forma un oratorio ideale composto per frammenti, in cui le figure di Maria e Maddalena emergono come poli complementari dell’umano.

Il 23 settembre, all’Oratorio di San Filippo Neri, Emanuele Arciuli propone un concerto tematico dal titolo Tra variazioni e suoni virtuali. Il programma esplora il concetto di variazione, a partire dalla variazione del suono stesso del pianoforte. Nella prima parte vengono eseguiti brani di John Cage per pianoforte preparato, qui realizzati – in prima mondiale – con una preparazione elettronica virtuale. Questo sistema consente di eseguire più opere con diverse preparazioni nello stesso concerto, cosa impossibile da realizzare prima per la complessità tecnica. La seconda parte del concerto è dedicata alla variazione intesa come forma musicale: si parte con Joseph Haydn, le Variazioni in do maggiore, cui segue il ciclo di variazioni americane che Matthew Quayle ha scritto per Arciuli, rendendo omaggio ad alcuni musicisti particolarmente cari al pianista pugliese come Evans, Mehldau, Corea e Jarrett. Si torna ad Haydn con le Variazioni in fa per chiudere con due delle venti variazioni che autori vari hanno composto sempre per Arciuli(Round Midnight Variations – Hommage to Thelonious Monk è il titolo dell’opera completa): Monk’s Trope di John Harbison e Monk in the Kitchen di Michael Daugherty. Il 28 settembre, al DAMSLab, FontanaMIX Ensemble diretto da Francesco La Licataguidano l’ascoltatore nella poetica di Tan Dun con Water & Spirit, rituale sonoro che pone Oriente e Occidente come parti di un unico paesaggio spirituale.  Il 1° ottobre, ancora a San Filippo Neri, l’Ensemble Brezza propone L’arte di preludiare, un progetto che recupera la pratica dell’improvvisazione. Tre “giornate” dedicate al repertorio sei-settecentesco per traversiere, viola da gamba e clavicembalo. Il 6 ottobre il quartetto norvegese Opus13 presenta il nuovo lavoro per quartetto d’archi di Matteo Franceschini, Leone d’Argento alla Biennale di Venezia, commissionato da Bologna Festival e Ferrara Musica, accostato ai Quartetti di Beethoven e Bartók. Tre secoli di una stessa forma musicale che si evolve senza soluzione di continuità.  Il 15 ottobre il Quartetto K “allinea” il pubblico lungo le frontiere dell’Europa orientale. Danze, canti popolari, klezmer e altro convivono in un racconto dei suoni che attraversa Ungheria, Romania, Russia e mondo ebraico ashkenazita. Il 22 ottobre, con Splendid Isolation, l’Accademia Strumentale Italiana restituisce la fioritura della musica strumentale inglese tra Cinque e Seicento. Fantasie, pavane e gagliarde di DowlandHolborneByrd e autori anonimi disegnano un universo intimo e riflessivo, in scena nell’Oratorio di San Filippo Neri.

Un percorso idealmente circolare, quello de Il Nuovo l’Antico l’Altrove che si apre e si chiude nella Chiesa di Santa Cristina, che fa da cornice al repertorio vocale e che porta in chiusura di stagione, il 27 ottobre, con il Balthasar-Neumann-Chor diretto da Lionel SowSongs for Peace and Light attraversa cinque secoli di musica vocale, dal canto gregoriano a Ligeti, da Palestrina a Harvey, mettendo al centro la voce come origine del fare musicale, come strumento di meditazione collettiva, dove la spiritualità emerge come naturale percorso tematico e sonoro.

 

Progetti Speciali |Teatro Auditorium Manzoni

Music for the Curelunedì 16 febbraio è il primo appuntamento con i Progetti Speciali. Giunto alla sua terza edizione, il concerto è un galà lirico a scopo benefico, a favore di Komen Italia Comitato Emilia-Romagna – Progetto “Donne al Centro” e della Fondazione Sant’Orsola per il reparto di Chirurgia Senologica. Protagonista della serata è il celebre tenore Vittorio Grigolo, affiancato dal soprano Giulia Mazzola e dal mezzosoprano Benedetta Mazzetto, insieme alla Orchestra della Fondazione Luciano Pavarotti, diretta da Matteo Parmeggiani. Il programma propone alcune delle pagine più celebri di Verdi, Puccini, Bizet, Donizetti, Mascagni e Leoncavallo.

Sul pianista Lang Lang c’è poco da dire: appena reduce dalla manifestazione di apertura delle Olimpiadi, il pianista cinese oltre alle sue straordinarie doti tecniche è riconosciuto come l’unico pianista che riesce a riempire gli stadi con i concerti di musica classica. Ma Lang Lang non è solo virtuosismo, è anche personalissima cifra stilistica e interpretativa che porterà in scena proprio a conclusione del Bologna Festival, il 9 dicembre. Il suo recital solistico attraverserà epoche diverse della letteratura pianistica, dal classicismo di Mozart e Beethoven al romanticismo di Liszt, fino alle suggestioni iberiche di Albéniz e Granados.

 

Carteggi Musicali 

Con Carteggi Musicali, il Bologna Festival affianca alla programmazione concertistica uno spazio di riflessione in cui la musica viene perscrutata, interrogata, approfondita come documento storico. Il ciclo si apre il 15 aprile al Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna con Alberto Batisti, che affronta la ‘lettura’ della Settima Sinfonia di Beethoven. Il 22 aprile, nello stesso luogo, Enzo Restagno guida il pubblico nell’universo di Mahler, prendendo come poli la Prima e la Quarta Sinfonia, mentre il 19 maggio nell’Aula absidale di Santa Lucia, con La Principessa e i suoi amici, si getta una luce su Cristina Trivulzio di Belgiojoso, protagonista del Romanticismo europeo. Interventi di Carlotta Sorba (Università di Padova) e Luca Zoppelli(Università di Friburgo) da una idea di Giuseppina La Face. Giovanni Bertolazzi su pianoforte Borgato Grand Prix 333 eseguirà l’Hexaméron e pagine virtuosistiche di Liszt.

 

Classica in Sneakers | Birreria Popolare

La Birreria Popolare diventa luogo “di elezione” della musica classica, teatro di incontro, all’ora dell’aperitivo, per dieci concerti da marzo a dicembre, con i vincitori della terza Call for Artists indetta da Bologna Festival, aperta a musicistiunder30. Musica e convivialità solo due parole per definire Classica in Sneakers che sceglie di portare la musica classica in birreria scardinando gli schemi tradizionali, offrendo al pubblico e ai musicisti un modo nuovo di ascoltare e fare musica in grande libertà.

 

Palazzo Pepoli in Musica 

Percorso di riscoperta della grande tradizione barocca bolognese, Palazzo Pepoli in Musica è articolato in otto concerti tra marzo e dicembre al Museo della Storia di Bologna, con l’Orchestra Barocca di Bologna diretta da Paolo Faldi. matinée domenicali diventano così un invito ad ascoltare la città attraverso la sua storia. Una ricerca musicale filologica e minuziosa tra tesori nascosti di una Bologna assai fervida musicalmente tra il Sei e il Settecento.

Dalla riscoperta di questo patrimonio nasce la rassegna, che restituisce voce ai compositori e ai contesti che resero Bologna un centro di eccellenza musicale, trasformando l’ascolto in un atto di memoria e valorizzazione culturale.

 

Progetto Leporello |Istituto Penale per i Minorenni di Bologna

Il Progetto Leporello è un laboratorio di musicoterapia che prende vita all’interno dell’Istituto Penale per i Minorenni di Bologna. Nato nel 2015 per volontà di Claudio Abbado e promosso dall’Associazione Mozart14, oggi il progetto prosegue, dal 2022, sotto l’egida di Bologna Festival che ne mantiene intatta la vocazione educativa.

Attraverso la musica i ragazzi dell’Istituto hanno la possibilità di esprimere il proprio mondo interiore. Seguiti da musicoterapeuti esperti, fanno principalmente un’esperienza d’ascolto di quella voce interiore a volte soffocata da contingenze esistenziali, di ascolto dell’altro come percezione e definizione di un altro da sé. La pratica musicale diventa così strumento di consapevolezza, di rafforzamento dell’autostima e, talvolta, di elaborazione di un vissuto doloroso. La musica restituisce una voce, una possibilità di riabilitazione alla vita; diventa gesto educativo profondo, capace di accompagnare un percorso di crescita personale e sociale.

 

Baby BoFe’

Con la stagione Baby BoFe’ 2026, alla diciannovesima edizioneBologna Festival rinnova il proprio impegno nell’educazione musicale dei bambini da 0 a 11 anni, proponendo un percorso che unisce musica e teatro. La rassegna ha recentemente vinto il secondo premio al Premio alla Divulgazione Musicale Ezio Bosso, riconoscimento che ne valorizza la qualità progettuale e la capacità di formare il pubblico del domani.

Il programma si articola in un itinerario musicale e narrativo pensato per famiglie e scuole, che attraversa capolavori e creazioni, partendo dalla prima infanzia, dal Vascello fantasma di Wagner ad Amadé, progetto dedicato a Mozart, fino ad Armonie di bimbi (0–24 mesi). Gli spettacoli scorrono parallelamente sui binari della musica, del racconto, della danza e del gioco, al centro quest’ultimo nei processi di crescita. Filo conduttore della stagione sono sei figure femminili, reali e immaginarie – da Senta a Nannerl Mozart, da Gilda a Giuseppina Strepponi, fino ad Aurora – che guidano il pubblico in un viaggio tra coraggio, immaginazione e scoperta, restituendo la musica come esperienza viva e partecipata.

Nel progetto Baby Bofe’, il Festival si avvale della collaborazione della Fondazione Teatro Comunale di Bologna, coinvolgendo il Coro del Comunale nella manifestazione Va’ Pensiero in scena al Teatro Manzoni

 

Note sul Registro 

Percorso di formazione all’ascolto del Bologna Festival, Note sul Registro accompagna gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado alla scoperta della musica classica con un linguaggio lontano da rigidità accademiche. Attraverso lezioni-concerto multimediali, percorsi interdisciplinari, reading e guide all’ascolto, il progetto propone un avvicinamento consapevole al repertorio, in cui l’ascolto dal vivo rappresenta il suo naturale compimento.

Gli appuntamenti sono pensati in un’ottica interdisciplinare, focalizzando l’attenzione sia su alcuni dei più importanti compositori della storia della musica, sia sul rapporto di quest’ultima con le arti visive, con la letteratura, con la storia. Articolato in diversi ambiti tematici e propedeutici (Quadri sonori, Gli animali in musica e in pittura, Musiche erranti e voci d’esilio, Tra tasti e tastiere, Viaggio al centro della classica, Mozart, un genio con la valigia in mano, Il mito di Beethoven, I nuovi linguaggi del Novecento, All you need is love, Il mito di Orfeo in musica, Giovani in sala) il progetto vede il coinvolgimento di diverse istituzioni culturali cittadine, come il Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna, il Mambo, la Pinacoteca Nazionale di Bologna, il Conservatorio e la Scuola di Teatro di Bologna Alessandra Galante Garrone.