Ineffabile LEA. Lea Colliva al Museo Ottocento

Lea Colliva, Ritratto di Renata con volpe bianca, 1925, Olio su tela, 62×44,5 cm, Pinacoteca Bertocchi Colliva, Monzuno

Fino al 16 marzo al Museo Ottocento la mostra Ineffabile LEA
Lea Colliva (1901-1975). A 50 anni dalla morte a cura di Beatrice Buscaroli e Francesca Sinigaglia ( Museo Ottocento Bologna, Piazza San Michele 4/c)

Artista cruda, libera e in continua germinazione, la Colliva viene oggi studiata attraverso la rilettura di tutte le fonti critiche precedenti messe a confronto, per la prima volta, con una indagine lenticolare
condotta da Francesca Sinigaglia, dell’Archivio della Fondazione Bertocchi Colliva di Monzuno: ciò ha permesso di evidenziare dettagli inediti e novità assolute mai emersi finora. Le carte della pittrice, furono riordinate anche dalla sorella Renata, che tanto apprezzava e valorizzava l’opera di Lea.

Dopo la sua morte, un articolo apparso sulla Strenna Storica Bolognese e firmato da Elena Gottarelli, esprimeva perfettamente e in poche pagine, l’animo «inquietante e segreto» della pittrice. La stessa Gottarelli denunciava la «portata del lutto che ha colpito la cultura italiana» per «la fine repentina e pudica che ha suggellato la vicenda terrena dell’artista».

La mostra, curata da Beatrice Buscaroli e Francesca Sinigaglia, delinea in modo inedito, le varie fasi pittoriche di Lea Colliva, esponendo più di 80 dipinti, alcuni mai visti prima, di cui un grosso nucleo è messo a disposizione dalla Fondazione Bertocchi Colliva di Monzuno.
Partendo da un primo periodo di contatto completo con la natura, in cui la giovane donna, dipinse le colline del territorio di Monzuno, con interesse naturalistico, dagli anni Cinquanta la pittrice inizierà a liberarsi sempre di più delle radici che la tenevano a terra, arrivando ad una completa fase di astrazione, in cui il cosmo le si rivelò attraverso il suo stile materico.
Corredata da catalogo monografico bilingue e a colori, a cura di Francesca Sinigaglia, con approfondimenti inediti sulla vita e sulla carriera dell’artista, la mostra ripercorre i suoi riti di passaggio, le sue vittorie ma anche le sue sconfitte, con la consapevolezza che Lea Colliva rimarrà per sempre indefinibile, libera e, soprattutto…«ineffabile».

Museo Ottocento Bologna, Piazza San Michele 4/c
Info e dettagli; https://mobologna.it/