Sovrapposizioni e Risonanze alla Maison laviniaturra

Origami, ideogrammi, ricami su carte di risodisegni a carboncino e inchiostro compongono raffinatissimi collage che mimano il perenne fluire delle cose e l’istante in cui un frammento di tempo prende vita e forma. Un segno che impallidisce, si assopisce appena o emerge al centro delle risonanze della materia, dando vita ad un confronto da cui riaffiorano le linee, i ricordi, le impressioni e le parole. Sono piccoli gioielli i collage di Maria Cristina Di Francia, Avvocato penalista con la passione per le arti marziali interne e la meditazione, pratiche che ha portato nella sua ricerca estetica che guarda all’Oriente e traduce l’impermanenza e la frammentazione della realtà attraverso una tecnica mista, tattile e materica. “La trasformazione dei materiali e la passione per il segno vengono da lontano – dice l’artista – da quando, bambina, frequentavo lo studio di mio padre fra l’intenso odore dei colori ad olio e del tabacco conciato con il cognac”.

Inaugura mercoledì 10 dicembre alle ore 18.00 all’Atelier Maison laviniaturra (via De’ Sabbioni, 9, Bologna) la mostra Sovrapposizioni e Risonanze con le opere di Maria Cristina Di Francia: quadri che nascono da carte realizzate a mano – in Nepal, nelle Filippine, in Giappone e in Cina – con materiali naturali come le fibre di gelso, di lino, di riso e di cotone, su cui si innestano con tratto delicatissimo disegni a inchiostro e carboncino, acquarelli, ritagli e ricami su carta. Opere che potranno anche essere acquistate, per un regalo destinato a lasciare il segno.

Il segno e il tratto essenziale dell’ideogramma e delle immagini dialogano in un gioco di sovrapposizioni, ricomposizioni, riletture, con la ruvidezza e la trasparenza delle carte: i collage di Maria Cristina Di Francia nascono da un percorso di sedimentazione esperienziale che la conduce dapprima alla scelta dei preziosi materiali di cui si serve, e che raccoglie molti anni prima di dare vita alle creazioni, poi del loro uso “per ricercare, attraverso un linguaggio non verbale, un risultato armonico di forme e colori che rende le opere dialoganti tra loro”.

La mostra resterà aperta fino al prossimo 17 gennaio, su appuntamento.