Il portale web Storia e Memoria di Bologna, curato dal Museo civico del Risorgimento del Settore Musei Civici del Comune di Bologna, si arricchisce del nuovo scenario tematico Segni del Sacro, dedicato alle opere devozionali collocate in esterno nel tessuto del centro storico di Bologna, un cospicuo patrimonio storico e culturale strettamente connesso alle tradizionali forme di devozione popolare e allo sviluppo urbanistico della città.
Il nuovo focus tematico, raggiungibile all’indirizzo https://
La schedatura ha riguardato complessivamente 272 manufatti, di cui 41 consacrati alla Beata Vergine di San Luca, resi accessibili online in ordine alfabetico in base al soggetto rappresentato o alla tipologia di manufatto e illustrati da 1.022 immagini. Le tipologie più diffuse sono: targa, affresco, statua, bassorilievo, dipinto, tabernacolo, stampa, altorilievo, formella, fregio, lapide, crocifisso, tondo.
Il punto di partenza: il censimento del 1983
Espressione di una religiosità cristiana che conobbe vasta diffusione in tutta Europa con un’ampia varietà documentata di motivi iconografici, ubicazione, forma, materiale e pregio artistico, il fenomeno delle immagini sacre assume rilievo anche a Bologna come testimonianza delle radici storiche cristiane che dal profondo la costituiscono e la nutrono.
Già in un saggio del 1957, il sacerdote e architetto Angelo Raule, canonico del Capitolo di San Bartolomeo, osservava come poche altre città avessero tanti tabernacoli quanti ne ha Bologna nelle sue strade, adducendo come primaria ragione di tanta fioritura religiosa la profonda tradizione cristiana della popolazione, con i suoi santi e le sue processioni votive. Per poi aggiungere: “Hanno favorito questa manifestazione, religiosa e artistica, i nostri portici che sono, si può dire, la casa di tutti, la parte integrante della vita pubblica. […] I portici favoriscono molto il moltiplicarsi di questi tempietti , perché servono a tenerli al riparo, e riparano pure chi vi sosta davanti. L’addentrarsi poi di un portico largo accanto a uno più stretto, lascia vuoto un tratto di muro, nel quale un tabernacolo è l’ornamento più bello. Ancora, il dislivello nella copertura dei portici dà quelle lunette abbellite spesso da sacre figurazioni.”
Nell’intento di ordinare una materia di studio vasta e complessa su un territorio sufficientemente omogeneo, il rilevamento del 1983 si è concentrato entro la cerchia delle mura del XIV secolo, delimitata dai viali di circonvallazione. Sono state escluse dalla ricerca le immagini sacre delle facciate delle chiese e anche del corpus architettonico ad esse connesso, salvo il caso che questi edifici siano adibiti ad altro uso; i monogrammi di San Bernardino e le immagini poste all’interno degli anditi di uso privato.
Un primo esito di tale censimento fu la mostra fotografica Opere e Giorni, realizzata dal Centro Studi per la Cultura Popolare nel 1987, in occasione del Congresso Eucaristico Diocesano.
Nel 1993, in occasione della campagna di restauro Sotto gli occhi di Maria, il Centro Studi aggiornò il censimento, aggiungendo e modificando schede e anche in seguito ha sempre monitorato questo interessante universo.
Per ogni immagine è stata realizzata una scheda, in cui sono riportati i dati tecnici essenziali (materiale, dimensioni, forma, collocazione, localizzazione), la trascrizione di eventuali epigrafi o scritte e le citazioni della bibliografia di riferimento.
Le schede riportano inoltre l’indicazione delle diverse tipologie iconografiche, le loro originalità o la derivazione da modelli presenti sul territorio. Quando possibile, sono state riportate anche osservazioni ricavate dalle interviste con i “vicini” delle diverse immagini. Da questi dati, in alcuni casi, si è delineata una “storia” estremamente interessante, specchio di tempi in continuo cambiamento e anche di tenace affetto.
La nuova campagna fotografica per il nuovo scenario Segni del Sacro
Sulla base di questa indagine, per la pubblicazione dello scenario Segni del Sacro è stata effettuata una nuova campagna fotografica delle opere grazie soprattutto alla collaborazione di Daria Churkina e © Arte-4-you.com – Aneta Malinowska. Inoltre si è ritenuto necessario procedere ad un ulteriore lavoro redazionale sul contenuto delle schede, in modo da arrivare alla presente pubblicazione. Quest’ultimo lavoro è stato realizzato da Daria Churkina.
Come nel censimento del 1983, il territorio preso in esame è quello della città entro l’attuale cerchia dei viali di circonvallazione, cercando di rilevare tutte le immagini, pure nella consapevolezza che si tratti di un universo mutevole, anche perché la quasi totalità delle opere è situata su private proprietà.
Dato che la maggior parte delle opere insistono su facciate di palazzi o corti private, per alcune di esse, nel tempo, si sono perse le tracce a causa di restauri, incuria o furti.
Sul portale sono documentate 14 opere scomparse (tre dipinti, tre statue, due tabernacoli, due nicchie vuote, un affresco, un bassorilievo, un crocefisso e un fregio), di cui è stato possibile trovare traccia e memoria in vecchie fotografie oppure su libri antichi.
Altre opere sono state restaurate o ricollocate, anche grazie al contributo di: Associazione Commercianti – Federazione Italiana Mercanti Arte, Associazione Orfeonica, Comitato Soci Bologna Coop Emilia-Veneto, Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Vittoria Cappelli, Pietro Giordani, Ada Masotti e Giorgio Schiassi.
Negli ultimi anni particolare menzione va dedicata all’Associazione Via Mater Dei, che tramite il progetto P’Arte la Run, organizzato in collaborazione con l’Ufficio Pastorale dello Sport, Turismo e Tempo Libero della Chiesa di Bologna, si propone di recuperare immagini votive care ai Bolognesi, che necessitino di un intervento di restauro. Il progetto viene svolto nell’ambito della manifestazione Run for Mary, corsa non competitiva in onore della Vergine, promossa dall’Associazione don Giulio Salmi.
Le immagini devote alla Beata Vergine di San Luca
Le immagini della Beata Vergine di San Luca in Bologna sono attualmente 47, delle quali 28 sono targhe di diversa qualità (ceramiche o marmoree), più 2 vuote.
Data la grande devozione bolognese alla Vergine Maria nella inconfondibile tipologia dell’Odighitria (Colei che mostra la Via, cioè Cristo), detta Beata Vergine di San Luca, ci si sarebbe aspettati che fossero più numerose: e infatti molto probabilmente è stato così. È possibile che sia così perché alcune immagini, la cui collocazione è ben commentata dalle epigrafi che le accompagnano, suggeriscono una motivazione ben precisa per il loro posizionamento. Risulta infatti che le immagini vennero poste in seguito a soste benedicenti, nei giorni in cui, scesa in città dal Colle della Guardia, l’icona della Beata Vergine di San Luca (veniva portata processionalmente per la città, e sostava a benedire la popolazione dei diversi rioni che attraversava.
La città era stata infatti divisa in settori in modo tale che, in un determinato numero di anni, tutte le strade fossero percorse dalle processioni e molti crocicchi furono occasione di benedizioni. Poiché quindi tutta la città è stata percorsa nei secoli dalle processioni della Beata Vergine di San Luca, è ragionevole ipotizzare che numerosi altri luoghi abbiano nel tempo meritato una memoria di questo evento ricorrente.
È assai probabile che ci siano state in passato molte più immagini collegabili alle benedizioni, e che buona parte di esse si siano nel tempo perdute: l’universo delle immagini sacre esterne è un universo per sua natura mutevole.
Si cita per tutte, la targa marmorea che si affaccia su via del Pratello all’angolo con via Pietralata, targa posta del 1700 (Anno Santo) e oggi visibile nelle forme del 1927, anno del restauro in occasione del Congresso Eucaristico Nazionale a Bologna.
Gli appuntamenti correlati
Nell’ambito di Festivamente, il cartellone di iniziative culturali promosso e coordinato dal Comune di Bologna in occasione delle festività, il Museo civico del Risorgimento organizza tre appuntamenti a partecipazione libera, in collaborazione con il Centro Studi per la Cultura Popolare.
Giovedì 11 dicembre 2025 ore 18.00
Museo civico del Risorgimento | Piazza Giosue Carducci 5, Bologna
Segni del Sacro per le vie di Bologna: dal censimento del 1983 al web
Presentazione dello scenario Segni del Sacro
Con Fernando e Gioia Lanzi (Centro Studi per la Cultura Popolare)
Conduce Otello Sangiorgi (direttore Museo civico del Risorgimento di Bologna)
Non è necessaria la prenotazione.
Domenica 14 dicembre 2025 ore 15.00
Storie e Segni del Sacro sotto i Portici
Visita guidata condotta da Fernando e Gioia Lanzi (Centro Studi per la Cultura Popolare)
Ritrovo: via de’ Musei 8, Bologna.
Itinerario: via Clavature, via Castiglione, via de’ Chiari, via Cartoleria, via Santo Stefano, via de’ Pepoli, via Castiglione.
Partecipazione libera fino a esaurimento posti.
Prenotazione consigliata: museorisorgimento@comune.
Domenica 18 gennaio 2026 ore 15.00
Storie e Segni del Sacro sotto i Portici
Visita guidata condotta da Fernando e Gioia Lanzi (Centro Studi per la Cultura Popolare)
Ritrovo: Museo della Beata Vergine di San Luca, Piazza di Porta Saragozza 2/a, Bologna.
Itinerario: via Frassinago, via Ca’ Selvatica, via Santa Caterina, via Saragozza, via Nosadella, via Sant’Isaia.
Partecipazione libera fino a esaurimento posti.
Prenotazione consigliata: museorisorgimento@comune.
Durante le visite guidate verranno illustrate le caratteristiche e le motivazioni del collocamento delle immagini sacre presenti lungo i percorsi. Le immagini saranno lette metodologicamente per quanto riguarda il riconoscimento delle figure rappresentate e la loro lettura simbolica.
Il progetto Storia e Memoria di Bologna
Il portale web storiaememoriadibologna.it, creato nel 2014, dà voce ai protagonisti maggiori e minori della storia, nel periodo compreso tra l’età Napoleonica e la Liberazione del 1945, attraverso i percorsi privilegiati degli scenari tematici. L’archivio digitale di ogni scenario racconta la storia del periodo trattato attraverso informazioni in continuo aggiornamento: profili biografici, linee del tempo, mappe, documenti, schede di opere d’arte, fonti e un’ampia emeroteca scaricabile. Grazie alla costante aggiunta di nuovi materiali e contenuti multimediali, gli archivi di questi macro-contenitori sono in continuo accrescimento e aggiornamento grafico al fine di renderli maggiormente fruibili con le tecnologie attuali.
Il portale web è una sorta di grande libro della memoria bolognese, dove è possibile anche navigare all’interno di percorsi immersivi in ambienti 3D, e dove le informazioni sui personaggi, gli eventi, i luoghi, i monumenti, le opere artistiche, si intrecciano, fino a disegnare i contorni di un mondo che ci appartiene, perché è quello da cui proveniamo.
Le biografie dei protagonisti sono infatti ‘correlate’ con le località in cui hanno vissuto o combattuto; con gli eventi o con le battaglie che li hanno visti vivere o morire; con i monumenti che li ricordano; con le opere d’arte che li hanno resi celebri; con i documenti conservati in archivi pubblici e privati che, fino a ieri, erano conosciuti solo da pochi addetti ai lavori e che ora sono invece resi fruibili a tutti, o ancora con contenuti multimediali.
Navigando nei contenuti del portale, è dunque possibile mettere in relazione il piano della storia di un singolo evento o individuo con quello della storia nazionale internazionale.
La realizzazione del sito è resa possibile grazie ai numerosi autori di contenuti (ad oggi 158) che, con il coordinamento scientifico del Museo civico del Risorgimento, hanno contribuito a rendere dinamico il patrimonio informativo connettendo gli eventi alle persone che ne hanno fatto parte, ai luoghi in cui sono svolti e alle opere che ne danno testimonianza.
Ogni scenario costituisce un mondo di informazioni storiche ed artistiche, organizzate attraverso diverse diramazioni: profili biografici dei protagonisti, gruppi sociali, racconti degli eventi, descrizioni dei luoghi, documenti, schede di opere d’arte, fonti bibliografiche con un’ampia emeroteca scaricabile.
Grazie all’architettura informatica del portale che rende possibile creare collegamenti interni fra le migliaia di schede inserite, le singole voci sono poste in relazione ad altri luoghi di interesse storico e culturale, episodi, monumenti e personaggi della storia cittadina, offrendo agli utenti l’opportunità di creare propri percorsi tematici, navigando a piacere fra i diversi contenuti, o di approfondire percorsi già predisposti.
Nella sua scansione su base cronologica e tematica, ogni scenario del sito si configura come una risorsa permanente anche per la ricerca storiografica e l’apprendimento della storia nella pratica didattica, grazie ad un metodo narrativo ipertestuale che fa dialogare immagini e parole, apparati iconografici e documentari.
Il nuovo focus tematico Segni del Sacro si affianca agli otto scenari di approfondimento già consultabili e dedicati al Cimitero Monumentale della Certosa, alla Memoria del Governo Pontificio contenuta nella Sala Urbana di Palazzo d’Accursio, alla Prima Guerra Mondiale, alla Lotta di Liberazione 1943-1945, all’Ottocento, alle Lapidi cittadine presenti nelle vie pubbliche e nei Lapidari del Museo Civico Medievale e del Museo Civico Archeologico di Bologna e, infine, al Ventennio 1919-1943 del regime fascista.
www.storiaememoriadibologna.it
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