
Il tema del cibo offre l’occasione per un viaggio inedito nella cultura italiana del secolo scorso, ma anche nell’evoluzione dei costumi e dei ruoli di genere. Un itinerario visivo che attraversa nei decenni gli spazi e i luoghi che hanno fatto la storia nazionale e hanno costruito il quotidiano di ogni cittadino e cittadina: i campi, le fabbriche, i mercati, i negozi, le trattorie, le abitazioni con le loro cucine e i pranzi di festa. Nelle immagini del cinema privato emerge, in modo straordinariamente autentico, il rapporto genuino che gli italiani hanno con il cibo: una storia di valori comuni, di saperi e di approcci condivisi costruiti storicamente e collettivamente.
La selezione dei film di famiglia proposta all’interno del progetto Memoryscapes – Cibo rappresenta un ulteriore e innovativo bacino intermediale di ricerca per l’attuale Food History, a partire dall’impatto e dalle risonanze che la cultura del cibo ha avuto e ha tutt’ora sulla nostra società e sulle nostre forme identitarie: i metodi del cucinare, le tradizioni culinarie e gastronomiche, le memorie e il folklore delle feste popolari, i luoghi degli spazi del consumo alimentare privato e pubblico e quelli della spesa, le ricette regionali e nazionali, ma anche la scoperta dei territori fino alle pratiche di raccolta e acquisizione delle materie prime, la loro lavorazione e il lavoro, dai campi alle fabbriche, ai supermercati, alle trattorie e ai ristoranti.
Il tema del cibo abbraccia quindi scenari ampi e trasversali, che interessano le strutture sociali ed economiche del nostro Paese e offrono delle riflessioni sugli scenari del futuro in termini di sostenibilità alimentare, emergenza climatica e pratiche agricole resilienti che aiutino a proteggere gli ecosistemi e la qualità del suolo. Il progetto offre inoltre nuove possibilità e stimoli su come raccontiamo e possiamo raccontare il cibo oggi, andando a ri-scoprire, attraverso la memoria del cibo stesso, l’identità e la tradizione italiana.
Diversi sono i temi che emergono dalla selezione d’archivio presentata. A cominciare dal cibo come rito collettivo, con le riprese che raffigurano famiglie, amici, bambini, gruppi di amici o sconosciuti attorno a tavole nelle numerose case italiane, ma anche all’aria aperta, dalle cucine da campo degli scout, come nell‘estratto girato nel 1947 nei pressi di Cervinia dalla Famiglia Buratti Zanchi, ai pranzi in giardino come nel Ferragosto della Famiglia Ilacqua a Spadafora nel 1953 o in spiaggia, per non parlare dei numerosi picnic in montagna fino alle immagini di un pranzo al campeggio organizzato dall’Opera Nazionale Balilla di Genova nel 1936.
Attorno al pasto troviamo semplici momenti quotidiani, eventi speciali come matrimoni, cresime, battesimi, comunioni e compleanni, ricorrenze come il Natale, la Pasqua e il capodanno, ma anche numerose feste e tradizioni, come la fiera rionale di Rimini del Ferragosto 1961 o quella del pesce di Camogli del 1960; riti religiosi come la feste di San Giuseppe di Castelvetrano (Trapani) o la Festa della Madonna della Salute a Venezia nel 1960, tra banchetti di frittelle veneziane, zucchero filato, palloncini e candele per la tradizionale processione.
E ancora la cultura gastronomica locale, la cucina e la biodiversità alimentare: attraverso il viaggio tra regioni è possibile esplorare la variegata ricchezza di gusti, piatti (dai pasticcini ai cannoli siciliani, la pasta fatta in casa delle sfogline, i tortellini, lo gnocco fritto), le tradizioni e materie prime della penisola, che diventano narrazione delle caratteristiche e della storia di quel preciso territorio. Anche l’agricoltura, l’allevamento e le trasformazioni ad esse collegate sono frequenti soggetti delle pellicole amatoriali: le raccolte di frutta a mano della prima metà del Novecento appaiono nelle immagini a colori del 1943 di una divertente raccolta di mele e nella raccolta di arance e limoni in un filmato sonoro del 1960, o delle ciliegie. Ma ci sono anche gli episodi di caccia, come quella al cinghiale della Famiglia Crippa nel 1963; quelli della pesca in mari e fiumi, nelle immagini di pesca fluviale del 1942 girate da Ermenegildo Boccafogli nella bassa ferrarese lungo il fiume Po; la cattura del tonno da una piccola barca nei pressi di Aci Castello, nel 1957; il grande scarico di cefali e anguille provenienti dalla pesca di Monfalcone ai porti veneziani, nel 1930; le affollatissime operazioni di scarico e pesatura dei tonni alla Tonnara di Bonagia in Sicilia. Nei film dei cineamatori che hanno immortalato le attività, è possibile scorgere i cambiamenti e le trasformazioni tecnologiche introdotte nei decenni, ma anche i mutamenti ambientali che conducono inevitabilmente all’attuale scenario di crisi climatica.
Elementi non secondari che emergono dai filmati sono le definizioni dei ruoli di genere, con le donne responsabili dell’intera filiera del cibo: protagoniste dalla semina nei campi al raccolto del grano fino alla produzione del pane, come testimoniato nelle straordinarie immagini del fondo Don Vitalini; nelle cucine e nelle sale da pranzo di hotel e ristoranti, come negli estratti del cineamatore Roberto Pezzi all’Hotel Europa di Cesenatico (1963), o in quelli del Fondo Scarpellini all’Hotel American di Bellaria. Lavori di cura e al servizio degli altri, a partire dalla preparazione della tavola fino al servizio del cibo, come in questa tavolata del 1961 nella provincia di Firenze, ma anche lavoratrici in fabbrica, come nelle immagini straordinarie del fondo Giulio Colombani, che vedono
donne alla guida di muletti o di fronte a nastri trasportatori già nel 1947, prima ancora dell’uscita delle donne dalla sfera domestica e del loro affrancarsi dal ruolo esclusivo di preparazione del cibo per la famiglia. Quello di Giulio Colombani è un esempio di imprenditoria illuminata ma anche del passaggio dalla dimensione contadina a quella industriale, evidente soprattutto nelle riprese effettuate negli anni del boom economico: il binomio lavoro-cibo ripercorre i mutamenti delle condizioni di vita dei lavoratori italiani, a partire dai campi per approdare alle fabbriche, dall’acquisizione dei diritti fino ai processi di innovazione tecnologica e di organizzazione del lavoro. Noto industriale e fondatore dell’azienda agroalimentare Jolly Colombani (1924, Portomaggiore) produttrice di succhi di frutta, conserve e marmellate, Colombani fu un imprenditore rivoluzionario, attivo anche nel sociale, ma fu anche un grande cineamatore: dalle costruzioni degli stabilimenti alle tecnologie e i macchinari da lui stesso sperimentati e progettati per la lavorazione della frutta, grazie alle pellicole consegnate alla Fondazione Home Movies (qui alcuni estratti) è possibile ricostruire il workflow della fabbrica ma anche riconoscere sua la creatività e il genio pubblicitario nei packaging immortalati.
Accanto alla preparazione del cibo, la distribuzione, con le cineprese che si spostano negli spazi pubblici con mercati, botteghe e alimentari di quartiere che rappresentano un momento di socialità fondamentale legato al cibo, in contrapposizione con la grande distribuzione capitalista che sul finire del secolo trasformerà molte abitudini del cittadino. Numerosi i mercati: quello di Sessa Aurunca, nella provincia di Caserta, del 1959, quello rionale delle Cure di Firenze dello stesso anno (qui) o quello al Largo dell’Ecce Homo, a Napoli, nel 1957, un’affollatissima piazza di bancarelle nella Collodi degli anni Cinquanta e i banchi del pesce del mercato di Rialto degli anni Settanta, fino alle cassette di frutta e verdura del mercato di Milano (1960) e di quello di Amalfi del 1953 e infine il polpo crudo del mercato di Bari nel 1962, tanto buono da essere mangiato sul momento.
Anche nelle rappresentazioni di viaggio il cibo la fa da padrona, soprattutto nell’urgenza di immortalare, quando si diffonde il turismo di massa, tradizioni culinarie esotiche, alla scoperta di sapori sconosciuti come parte dell’esplorazione di culture e geografie lontane: da un inconsueto Barbecue nel Katanga negli anni Cinquanta a un innevata consegna del latte negli Stati Uniti, nel 1956.
Memoryscapes – il cinema privato online è la piattaforma digitale di accesso libero alla collezione dell’archivio selezionata e resa visibile attraverso estratti classificati su base geografica, cronologica, tematica. Digitalizzare e rendere accessibile il patrimonio conservato è sin dagli inizi uno dei principali obiettivi della Fondazione Home Movies – Archivio Nazionale del film di famiglia di Bologna, che dal 2002 raccoglie, seleziona, cataloga e restaura il patrimonio filmico privato in pellicola degli italiani
Attraverso una navigazione semplice e immediata basata su una ricerca per anni, temi, luoghi, formati e autori è possibile esplorare il mondo dei film di famiglia e amatoriali del Novecento. Memoryscapes consente agli utenti di cogliere le trasformazioni del paesaggio italiano, i cambiamenti sociali, degli usi, dei costumi e della vita quotidiana dagli anni Venti agli anni Ottanta del Novecento: dalla Guerra ai giorni felici della Liberazione, dai momenti del boom economico a quelli di emancipazione femminile, dalle proteste alle manifestazioni. Un mosaico di ritratti, sguardi e vite attraverso la lente dei cineamatori. Un patrimonio immenso e oggi accessibile a chiunque per immergersi nelle immagini e nei paesaggi della memoria, per scoprire o rivivere il sentimento universale del “come eravamo”.
Ad oggi la piattaforma ospita circa 4.000 clip, una selezione del vasto patrimonio digitalizzato dalla Fondazione Home Movies, con una suddivisione per serie tematiche che si rinnovano a cadenza annuale: Cartoline italiane (2020), Lungo la Via Emilia (2020), Paesaggi Urbani (2020), Franco Cigarini (2021), Sport e Giochi (2021), Scuola e Infanzia (2022) e Sguardi del Sud (2023).
Da vent’anni Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia raccoglie e salva dall’oblio e dalla distruzione pellicole amatoriali provenienti da tutto il Paese, un patrimonio di incommensurabile valore storico, sociale e culturale altrimenti a rischio. L’archivio bolognese conserva, restaura e digitalizza i fondi che acquisisce tramite donazioni di privati e progetti di raccolta a più ampio raggio in collaborazione con amministrazioni pubbliche, istituzioni, fondazioni e imprese. Home Movies è impegnato in numerosi progetti di valorizzazione e disseminazione del patrimonio che conserva, in un’ottica di educazione e promozione della cultura del cinema privato e amatoriale come fonte storica, oggetto culturale e medium tecnologico in una prospettiva di archeologia dei media. Tra essi il più importante è Archivio Aperto, la manifestazione annuale dedicata alla riscoperta e valorizzazione del materiale in pellicola privato e sperimentale, che dall’edizione 2022 si è trasformato in festival con il primo concorso italiano dedicato ai film di found footage: un programma di proiezioni, eventi speciali, laboratori e workshop per studenti e professionisti dell’audiovisivo.