Scopri “Michelangelo e Bologna”, una grande mostra che dal 14 novembre 2025 al 15 febbraio 2026 trasforma Bologna in un laboratorio culturale di altissimo profilo. Nel suggestivo scenario di Palazzo Fava, il percorso ricostruisce i due soggiorni di Michelangelo Buonarroti nella città felsinea e mette in dialogo il suo lavoro con quello di grandi maestri come Niccolò dell’Arca. Tra opere originali, calchi storici, disegni e documenti d’archivio, la mostra invita a vivere l’arte non come spettatore passivo ma come esploratore. Non una semplice esposizione, ma un invito alla scoperta di una cultura viva, accessibile e collettiva. Biglietto sospeso e iniziative speciali rendono l’esperienza ancora più inclusiva.
Due soggiorni, due epoche diverse, un artista in trasformazione
Il percorso espositivo ricostruisce con chiarezza la complessità dei rapporti tra Michelangelo e Bologna, mostrando come la città abbia inciso sulla sua crescita umana e artistica.
Durante il primo soggiorno, il giovane Michelangelo attraversa un momento di passaggio cruciale: fugge dalle tensioni politiche di Firenze, giunge a Bologna senza soldi per pagare la tassa dei forestieri e viene ospitato dal giurista Francesco Aldrovandi. Qui, immerso in un ambiente colto e stimolante, studia da vicino le opere dei maestri bolognesi e trova ispirazioni che riaffioreranno nella sua produzione matura, fino alla Cappella Sistina.
Il secondo soggiorno, più teso e complesso, lo vede in rapporto diretto — e a tratti turbolento — con papa Giulio II, che lo richiama a Bologna per commissionargli la monumentale statua bronzea del pontefice. Un’opera poi distrutta, ma fondamentale per comprendere il dialogo tra Michelangelo, il potere e la città.
Opere rare, prestiti eccezionali e un dialogo vivo tra i maestri
La mostra ospita una selezione di opere, calchi, documenti e materiali d’archivio provenienti da collezioni prestigiose. Il fulcro del percorso è la straordinaria Madonna della Scala, che di rado lascia la Fondazione Buonarroti di Firenze. Accanto a essa, trovano spazio capolavori di Niccolò dell’Arca, Donatello e altri protagonisti della scena artistica bolognese ed emiliana, chiamati a raccontare — con le loro opere — il contesto in cui Michelangelo si è formato.
L’obiettivo non è solo mostrare, ma far dialogare: le opere si rispondono e si illuminano a vicenda, offrendo ai visitatori una prospettiva più ampia sulla nascita del talento michelangiolesco.
Una mostra che abita la città
Come sottolinea Genus Bononiae, promotore dell’iniziativa insieme a Fondazione Carisbo, con il sostegno di Intesa Sanpaolo, questa non è una mostra “chiusa” nelle sale di Palazzo Fava. È un evento che si estende nella città, valorizzando il patrimonio diffuso:
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l’Arca di San Domenico, con le tre sculture realizzate da Michelangelo giovanissimo;
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la Pinacoteca Nazionale;
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i percorsi culturali dedicati, come quelli promossi da BO Welcome;
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le attività didattiche e i laboratori curati da Opera.
Un ecosistema culturale che invita bolognesi e turisti a esplorare, camminare, collegare luoghi e storie. Perché a Bologna la cultura non è mai un’icona immobile: è un invito al movimento.
Una cultura accessibile e condivisa
L’iniziativa del biglietto sospeso, pensata per favorire l’accesso anche a chi solitamente incontra più ostacoli, rende la mostra ancora più inclusiva. È un modo concreto per affermare che l’arte è un bene comune, un linguaggio capace di parlare a tutti e di costruire comunità.
Un’occasione unica per scoprire — o riscoprire — Bologna
“Michelangelo e Bologna” non è solo un omaggio al genio rinascimentale, ma una celebrazione della città e della sua densità culturale, come ricorda Giorgia Boldrini, presidente dell’Istituzione Bologna Musei. Un invito a vedere Bologna con occhi nuovi, riconoscendo il ruolo che ha avuto nella trasformazione di uno degli artisti più influenti della storia.
La mostra promette di essere uno degli eventi imperdibili dell’inverno culturale italiano: intensa, narrativa, ricca di spunti per chi ama l’arte, la storia e le connessioni inattese che solo una città come Bologna sa generare.
Ricordiamo che come Bologna da Vivere , progetto aMa Bologn abbiamo in programma una visita guidata alla mostra con Anna Brini il 3 dicembre alle 17.30. Posti limitatissimi!

