
L’artista presenta quindici composizioni inedite che consistono in serie di bottiglie senza etichetta, esposte nella grande parete a specchio del bar. L’opera si interroga sulla forma della bottiglia sempre nascosta rispetto all’etichetta, una forma-figura-modello fondamentale della storia del mondo dell’Occidente e dell’arte.
Tutte le quarantacinque bottiglie che costituiscono l’operazione d’arte sono originali, ed esposte in varie ripetizioni, in colori e forme diverse, mostrando un lato inedito del contenitore. Le marche hanno fatto la storia dell’industria del design applicato alla cultura del bere e annoverano alcuni dei prodotti più significativi del Made in Italy: Amaro Montenegro, Vecchia Romagna, Select, Rosso Antico, Coca Buton, Oro Pilla e Grappa Libarna. Tutti prodotti le cui bottiglie/il cui contenitore sono anche il simbolo dell’evoluzione, sempre fedele alle origini e alla tradizione, dei loro brand nel corso degli anni.
Il mobile bar è stato per decenni un piccolo luogo fondamentale nel governo della casa borghese. Le riviste degli anni Settanta e Ottanta, da Oggi a Gente, da Playboy a Epoca mostravano una grande varietà di pubblicità di superalcolici, tratto distintivo dell’uomo moderno e affermato, e della sua famiglia. Ed è su questi temi che l’artista sviluppa la sua ricerca sull’oggetto bottiglia dagli inizi degli anni Duemila con collage, ricomposizioni e assemblaggi e diventate presenze significative all’interno di opere installative più complesse, come La terza camera (2007), attualmente nella collezione di arte contemporanea del MAXXI di Roma: oggetti che personificano il loro stesso mistero, o per usare un concetto di Emanuele Trevi, che dialoga sul progetto Nuova Mixage con l’artista, queste opere danno una forma visibile al tempo.