
Costruzione del dirigibile Graf Zeppelin
-Skeleton of Graf Zeppelin, Friedrichshafen, 1928, Germany Modern Digital Print
© E.O. Hoppé Estate Collection / Curatorial Assistance
25 anni di fotografie industriali, scattate tra il 1912 e il 1937, dal più famoso fotografo del mondo degli anni’20. Emil Otto Hoppé mette in mostra il suo stile modernista e la sua passione romantica per paesaggi e uomini al MAST di Bologna e, la riscoperta di questo artista, per lungo tempo dimenticato, è davvero speciale.
Sono scenari industriali del mondo di allora in cui si percepisce l’empatia tra fotografo e soggetto, fotografo che riesce a cogliere da un angolatura efficace, come lui stesso la definisce, la profondità, la spazialità ma anche lo spirito del soggetto.
Gli scatti di Hoppè “anticipano” il modernismo americano e lo rendono unico proprio per la capacità dell’artista di vedere oltre e di metterci quella attenzione all’essere umano e alla natura che gli era propria. “Hoppé faceva modernismo quando gli americani pensavano di averlo inventato”( Graham Howe della E.O.Hoppè Estate Collection)
Il lavoro di Hoppé è rimasto per anni sepolto negli archivi fotografici di una libreria londinese, frammentato e di difficile fruizione, alla quale lo stesso Hoppè aveva venduto le sue fotografie negli all’età di 76 anni. Grazie alla passione e al lavoro della Curatorial Assistance Inc. californiana le opere sono state riorganizzate, catalogate e digitalizzate.
Al MAST di Bologna da oggi fino al 3 maggio 2015 potete ammirare ben 190 scatti del fotografo inglese nato in Germania, realizzati nel corso delle sue esplorazioni in Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti, India, Australia e altri paesi. La mostra è intitolata Emil Otto Hoppé: il segreto svelato.
Le fotografie sono davvero suggestive, come quella scattata a Sidney nel 1930, del ponte sul porto durante la costruzione o quelle della fabbrica di auto Tata che testimonia il ruolo delle donne indiane nell’industria del paese.

“Hoppè aveva l’ambizione di svelare la vera natura delle rispettive regioni” ha ricordato Stahel, era figlio di banchieri, era ambizioso e aveva anche un gran senso degli affari come lui stesso sosteneva paragonando il suo successo a quello di altri artisti dell’epoca.
Una sezione della mostra è dedicata ai ritratti. Hoppè pubblicò un libro nel 1922 Book of Fair Women dove compaiono le donne che avevano posato per lui e in cui lui stesso faceva dei paragoni.
Hoppè si distacca dallo stile dell’epoca di fare ritratti come se fossero dipinti, lui approcciava gli individui come esseri umani; nelle sue foto Filippo Marinetti e anche Benito Mussolini.
Era un fotografo versatile, creativo e instancabile.
Al MAST nello spazio a side event è stata allestita una sorta di camera oscura con proiezioni digitali di altri tempi, di ritratti di personaggi celebri, di paesaggi, di uomini e dei nudi.
L’esposizione è organizzata da Fondazione MAST Bologna in collaborazione con E.O.Hoppè Estate Collection/ Curatorial Assistance, California.
Emil Otto Hoppé: il segreto svelato
Fotografie industriali, 1912-1937
MAST
via della Speranza 42 Bologna
21 gennaio-3 maggio 2015
Orari apertura
da martedì a domenica 10-19
Ingresso gratuito
Orari e aperture durante Arte Fiera
Mercoledì 21 gennaio 16-20
Giovedì 22 gennaio 10-20
Venerdì 23 gennaio 10-18
Sabato 24 gennaio 10-23 Art City White Night
Domenica 25 gennaio 10-20
Lunedì 26 gennaio 10-17

