
Darśana de Malchut è un itinerario della memoria all’interno del quale la descrizione dei paesaggi è anche testimonianza storica, il confronto fra diverse civiltà ricchezza di testi filosofici, religiosi, poetici, l’elemento autobiografico riflessione sulle capacità e i limiti dell’uomo, sull’assurdità degli eventi, sul senso della propria vita e della vita in sé.
Ritrovarsi in Israele e in Terra Santa per le bizzarrie di un destino che con trucchi di bassa lega ci trasporta in giro per il mondo, può però valere una realizzazione spirituale inaspettata. È quello che succede in questo libro, dove finzione, storia, cronaca e insegnamenti cabalistici si mescolano in un impasto letterario che ha l’ambizione di raccontare l’altra faccia della santità: quella cioè di chi nell’ascesa sembra fallire e ritrovarsi a fare i conti con una realtà desolata.
Gian Maria Turi è nato a Bologna nel 1969. Nel 2010 ha pubblicato Acrilirico (Manni), raccolta di poesie e prose segnalata al premio “Montano” 2012 e premiata al premio “Polverini” 2013. Il suo inedito Canti della burocrazia è stato premiato al 14° premio “Navile”, città di Bologna 2012.