
Sedici sono le opere che compongono il percorso espositivo, realizzate in una pluralità di materiali che vanno dal gesso al legno alla grafite, suddividendosi idealmente in quattro gruppi – statue, sculture, maschere e disegni/icona – percorsi trasversalmente da un’aura di inquietudine che si trasforma in sarcasmo.
Le statue di gesso in mostra portano con sé una delle costanti del lavoro dell’autore: rigorosamente trovate, recuperate e successivamente manipolate, lasciano infatti intravedere le tematiche dell’esplorazione e della scoperta di luoghi e oggetti che si fanno frammento di storie vissute o percepite.
Parallelamente le maschere, lontanissime da una rappresentazione naturalistica, riproducono visi che l’autore percepisce di aver visto, a sua volta rivisto. Realizzate in legno usando calchi in gesso di denti – da cui il titolo Canino –, a ciascuna è stato dato un volto ed un ruolo, attraverso la caratterizzazione data dai dettagli.
Il legno è il materiale con cui vengono realizzate anche le sculture – costruite, appunto, a partire da legno massello o multistrato di scarto – e i disegni tracciati su dischi di compensato. Questi ultimi, levigati nel loro strato superiore fino a renderli quasi simili ad una superficie vetrosa, sono dipinti con colori a tempera molto diluiti; riproducono, reintepretati, diversi personaggi Disney che, superficialmente quasi icone, lasciano intravedere ben altre verità.