
In quegli anni Bowie si trasferì a Berlino, all’epoca quanto mai lacerata dal muro, per un breve ma iper-creativo periodo dal quale nasceranno tre album che cambieranno per sempre la storia della musica: Low, “Heroes” e Lodger. Gli scatti fotografici, alcuni inediti per l’Italia, documentano i momenti in cui Bowie lavora alla produzione dei dischi in sala di registrazione presso gli studi Hansa by the Wall, assieme a Brian Eno e Tony Visconti, oppure mentre gira per le strade di Berlino assieme a Iggy Pop con il quale si era trasferito nella città del muro.
Gli scatti sono tanto più rari quanto più Bowie in quegli anni era in vero e proprio ritiro nel tentativo di ricostruire la sua vita attraverso una nuova ricerca musicale. Bowie era totalmente immerso nella musica, nell’arte delle gallerie a ovest e nei cabaret a est, tutti elementi che sono rappresentati in mostra da materiale documentaristico originale.
Per mettere in luce la straordinarietà del periodo berlinese, la mostra comprende anche una seconda sezione in cui vengo presentati scatti molto più iconici e conosciuti del periodo subito precedente e subito successivo a qui tre fatidici anni. Ecco quindi da un lato le immagini super colorate e quasi pop di Ziggy Stardust e Aladdin Sane, dall’altro quelle di Scary Monsters che già si inoltra negli anni 80 in quel modo visionario e originale che solo David Bowie sapeva.
La mostra è realizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura di Bologna è ha ricevuto il patrocinio del Comune di Bologna, Regione Emilia Romagna, Consolato Generale di Germania a Milano, Istituto di Cultura Germanica, Cineteca di Bologna, Arci, British Council, BCCI