Orgia – La “scandalosa” tragedia di Pasolini per ricordare il 90esimo anniversario della sua nascita. Una nuova 
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Un’orgia di parole, passioni, ricordi travolge un Uomo e una Donna, in un sacrificio rituale fatto di sesso e violenza: è “Orgia”, la “scandalosa” tragedia borghese scritta e portata in scena dallo stesso Pasolini nel 1968. Lo spettacolo è diretto da Andrea Adriatico, con l’interpretazione di Francesca Ballico, Maurizio Patella e Monia Fucci. L’appuntamento è da venerdì 2 a domenica 11 marzo, alle ore 21 (festivi ore 17), a Teatri di Vita (via Emilia Ponente 485, Bologna; info 051.566330 – www.teatridivita.it). Attenzione: i posti sono limitati.
Lo spettacolo, già realizzato da Teatri di Vita nel 2004, è prodotto da Teatri di Vita, con il sostegno di Comune di Bologna, Regione Emilia Romagna, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, e con l’adesione della Presidenza della Repubblica Italiana.
Fra tutte le opere teatrali di Pasolini, anzi fra tutte le sue opere, “Orgia” è forse quella più “astratta” e forse la più emozionante e poetica. Il suo stesso autore la portò in scena nel novembre 1968, tra lo scandalo generale, al Teatro Stabile di Torino per l’interpretazione di Laura Betti.
I protagonisti sono un Uomo e una Donna che si torturano a vicenda come in un sacrificio rituale fatto di sesso e violenza, iniziato in un giorno di Pasqua. Tragedia del sadomasochismo ma anche denuncia dello sradicamento di una società lanciata verso un abbagliante e infido progresso; e sono proprio quelle radici di “un passato felice che ha prodotto persone infelici” a portare verso la fine i due protagonisti, schiacciati dalla memoria di un tempo perduto e sincero.
Fino a una conclusione che conduce inesorabilmente verso una prevedibile sconfitta, che però assume genialmente i caratteri di una rivoluzione. La rivoluzione della Diversità, che per Pasolini è l’ultima possibilità per resistere, inutilmente, all’omologazione, alla nuova barbarie che avanza: il mito borghese del consumo, la rimozione di un passato che è impossibile rimuovere.
Andrea Adriatico conduce la sua “Orgia” su un equilibrio della recitazione tra attenzione alla poesia e al senso delle parole di Pasolini e una fisicità estrema che viene sottolineata dalla vicinanza imposta agli spettatori.