“Nessun problema è così grave da non potersi risolvere chiedendo scusa”
Quella australiana è una cinematografia quasi sconosciuta agli europei e in particolare a noi italiani, ma, le poche volte che arriva sui nostri schermi, ci delizia con commedie e soprattutto drammi ben costruiti e visivamente affascinanti. Peter Weir (Picnic ad Hanging Rock) e Ray Lawrence (suo lo splendido Lantana), sono solo due degli autori più conosciuti di questo vivace panorama.
Qui però, ci troviamo di fronte ad una regista, che non sa ancora muoversi bene in campo cinematogrfico, Cherie Nowlan, di formazione televisiva; infatti, Il matrimonio è un affare di famiglia sembra proprio un prodotto destinato al piccolo schermo.
La trama ha al centro Tim (Khan Chittenden), un ragazzo ventunenne, che ha da poco iniziato un’attività in proprio grazie ai soldi della madre, tremendamente impacciato con le ragazze. Durante una normale giornata di lavoro (si occupa di traslochi) incontra Jill (Emma Booth) e si innamora di lei. Le cose sembrano andare per il meglio, visto che la ragazza lo ricambia e lo accompagna nelle sue prime esperienze sessuali, ma il loro rapporto vede un ostacolo nell’esuberante madre di Tim, Jean Dwight.
"Il matrimonio è un affare di famiglia" è in programmazione al cinema Odeon (via Mascarella, 3)
Jean (Brenda Blethyn) è una cabarettista un po’ particolare, che, dopo aver iniziato una brillante carriera, sta vivendo un profondo declino professionale ed è costretta ad esibirsi in locali da quattro soldi. In più ha alle spalle un matrimonio fallito con John (Frankie J. Golden), cantante fallito dalla bella voce, ora costretto a guadagnarsi da vivere come agente di sicurezza in un supermercato, che le ha dato due figli, Tim, appunto, e Mark (Richard Wilson), un ragazzo simpaticissimo affetto da handicap, che vivrà anche lui la sua storia d’amore.
Tutto questo, sommato alla paura che Jill crei una rottura insanabile tra lei e il proprio figlio, la porterà a mettere i bastoni fra le ruote alla coppia, creando anche gustosi equivoci.
Nel complesso questa è una commedia divertente, di sicuro non al livello di altri film che sono già arrivati nelle nostre sale, ma, tutto sommato, può essere presa come una boccata d’aria in mezzo a tante produzioni incapaci di dire qualcosa di non scontato.
(Francesco Federici)







