C’era una riVolta la Stagione 2017 ai Teatri di Vita

teatrivitaLa stagione 2017 di Teatri di Vita dedicata ai temi dell’impegno e ai conflitti
Con un focus sul ’77 a 40 anni di distanza, da Freak Antoni a Francesco Lorusso

“C’era una riVolta. Riforme, Rivoluzioni, Resistenze e Repressioni a teatro è dintorni” è il titolo della stagione inverno-primavera 2017 di Teatri di Vita, presentata venerdì sera nel corso di una “Tombola Infernale” dal direttore artistico Stefano Casi.

Durante la serata, l’assessora alla cultura del Comune di Bologna Bruna Gambarelli ha consegnato il Premio dello Spettatore (undicesima edizione) allo spettacolo più gradito del 2016, andato a “MDLSX” di Motus, e allo spettatore dell’anno Roberto Benfenati.

Il 2017 a Teatri di Vita sarà dedicato ai temi più urgenti e conflittuali dell’epoca contemporanea, a partire dagli eventi storici di cui ricorrono simbolici anniversari: 500 anni dalla Riforma protestante, 100 anni dalla Rivoluzione sovietica e dalla Rivolta Araba, 50 anni dal golpe dei colonnelli in Grecia e dall’occupazione israeliana della Cisgiordania palestinese, e infine 40 anni dal Movimento del ’77 che a Bologna ha segnato una pagina indelebile.

Proprio il ’77 a Bologna sarà oggetto della nuova produzione di Teatri di Vita, diretta da Andrea Adriatico e interpretata da Olga Durano, “Chiedi chi era Francesco”, dedicata a Francesco Lorusso, che debutterà l’11 marzo, nella ricorrenza della sua uccisione 40 anni fa durante una manifestazione (11-16 marzo).

E sempre pensando al ’77 bolognese e ai suoi figli, sarà proposta la “Freak Antoni Night”, a tre anni dalla morte dell’inventore del rock demenziale (12 febbraio).

C’è ancora Bologna all’inizio della stagione, con un omaggio a Francesco Guccini, cantante “politico” e “impegnato” per eccellenza: “Guccio!”, realizzato da Giuseppe Gandini e Roberto Manuzzi (collaboratore del cantante per 25 anni), che vede tra l’altro la partecipazione di Germano Bonaveri, che interpreterà molte canzoni di Guccini, da “Il vecchio e il bambino” a “La locomotiva” (13-15 gennaio).

A seguire, ritorna “A porte chiuse. Dentro l’anima che cuoce” di Andrea Adriatico, ispirato a Sartre, con Gianluca Enria, Teresa Ludovico, Francesca Mazza, e con Leonardo Bianconi, la produzione di Teatri di Vita e Akròama, con i Teatri di Bari, che ha debuttato alla scorsa edizione del VIE Festival. Lo spettacolo porta dentro il salotto-inferno ideato da Sartre le cronache dell’Italia contemporanea, dallo scandaloso funerale Casamonica all’omicidio di Giulio Regeni (25 gennaio-3 febbraio).

Il conflitto politico può prendere forme imprevedibili, come quella della resistenza di un’intera squadra di rugby contro la dittatura argentina negli anni ’70. La storia vera dei rugbisti sterminati dal regime di Videla va in scena con “Mar del Plata. Gli angeli del rugby che osarono sfidare il regime argentino” di Claudio Fava, con la regia di Giuseppe Marini, e l’interpretazione tra gli altri di Claudio Casadio. Lo spettacolo è realizzato con Amnesty International e con il patrocinio dell’Ambasciata Argentina in Italia e della Federazione Italiana Rugby (5 febbraio).

L’individuo contro il potere, dal conflitto alla riconciliazione, è al centro di “WS Tempest” che il Teatro del Lemming, diretto da Massimo Munaro, riprende dalla Tempesta di Shakespeare, cercando in quest’opera e in altre dello stesso autore il percorso verso la convivenza. Per farlo, gli spettatori saranno chiamati in prima persona nella drammaturgia e nell’azione (3-5 marzo, posti limitati).

Uno dei conflitti più presenti nei media è quello relativo al grande tema delle migrazioni. “Scusate se non siamo morti in mare” è il testo di Emanuele Aldrovandi, giovanissimo e super-premiato drammaturgo reggiano, messo in scena da Pablo Solari e dal Centro Teatrale MaMiMò. Qui i clandestini sono gli occidentali stessi che, in un prossimo futuro, dopo una crisi spaventosa, fuggono dall’Europa: cosa succede se fossimo noi i migranti? (24-26 marzo).

La stagione teatrale si conclude con una figura ormai emblematica: “Kamikaze number five” di Giuseppe Massa è l’opera politicamente non corretta che racconta le rabbie, le rivolte e le derive della nostra epoca, in uno spettacolo ‘crudele’ diretto da Giuseppe Isgrò per Phoebe Zeitgeist, con l’interpretazione di Woody Neri (5-7 aprile).

Dalle Resistenze alle “ResiDanze”: è il programma di Teatri di Vita, creato nell’ambito del progetto interregionale di Residenze Artistiche e realizzato con il contributo della Regione Emilia Romagna e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo: tre compagnie di danza in residenza creativa, con la successiva presentazione dei loro lavori (maggio).

La novità della stagione è il servizio di baby-sitting per i genitori che vogliono venire a teatro e non sanno a chi affidare i loro bambini.

L’abbonamento alla stagione gennaio-aprile (8 eventi) costa solo 39 euro.