Il segno inciso di Giorgio Morandi.

Giorgio Morandi Natura morta con pere e uva, 1927 Cordaro 1927.7; Vitali 36 acquaforte su rame Roma, Istituto Centrale per la Grafica (Donazione Giorgio Morandi)

Giorgio Morandi Natura morta con pere e uva, 1927 Cordaro 1927.7; Vitali 36 acquaforte su rame Roma, Istituto Centrale per la Grafica (Donazione Giorgio Morandi)

7 aprile – 26 giugno 2016

Ricostruire l’iter incisorio di Giorgio Morandi, attraverso un accurato e selezionato accostamento di matrici e delle corrispondenti stampe: è quanto si propone Il segno inciso di Giorgio Morandi. Matrici e stampe a confronto, mostra che il Museo Morandi apre al pubblico giovedì 7 aprile, all’interno delle proprie sale.

L’esposizione si svolge nell’ambito di CONCIVES 1116 – 2016 Nono centenario del Comune di Bologna Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il ricco programma di appuntamenti che accompagna per tutto il 2016 le celebrazioni dei 900 anni dalla fondazione del Comune di Bologna.

L’incisione è un capitolo fondamentale dell’intera vicenda artistica di Giorgio Morandi che, seb- bene sia più noto al grande pubblico per i dipinti, ne è stato un interprete straordinario, fra i più significativi di tutto il panorama europeo. È proprio questa tecnica a offrirgli spunti fonda- mentali per lo sviluppo della sua pittura, come la possibilità di studiare e definire geometrica- mente lo spazio, traducendo la fluida pennellata in un tratteggio dove le diverse intensità del chiaroscuro, l’aggiunta o la sottrazione delle linee, la loro ragionata disposizione concorrono a realizzare una ritmica di segni che racchiude l’intero universo emotivo dell’autore.
In collaborazione con l’Istituto Nazionale della Grafica di Roma, la mostra presenta una selezio- ne di quattordici matrici a cui vengono accostate le corrispondenti stampe in gran parte pro- venienti dalla collezione del Museo Morandi, a testimonianza dell’impegno con cui il maestro bolognese ha affrontato tale tecnica, che intendeva come ricerca artistica autonoma.

Il percorso espositivo mostra principalmente lastre selezionate e donate dallo stesso Morandi quando era ancora in vita, alle quali se ne aggiungono alcune che Carlo Zucchini, garante della donazione Morandi al Comune di Bologna, ha voluto donare nel 2010 alla Calcografia, tra cui Natura morta in un tondo del 1942, eseguita per le edizioni della Galleria Il Milione di Milano, data per distrutta nel catalogo generale delle stampe.
Sono inoltre esposti in bacheca il registro autografo delle tirature di Giorgio Morandi, l’acqua- forte Ritratto di Morandi realizzata da Carlo Alberto Petrucci (Direttore della Calcografia ro- mana dal 1933 al 1953) e alcune lettere che i due, legati da una profonda stima e amicizia, si scambiarono in un arco di tempo che va dal 1932 al 1959.
Nella sala espositiva è visibile per il pubblico anche il torchio calcografico originale di Giorgio Morandi.
Il corpus incisorio morandiano è costituito da 144 matrici, quasi tutte conservate presso l’Istitu- to Nazionale per la Grafica di Roma.
Il segno inciso di Giorgio Morandi. Matrici e stampe a confronto rimane aperta al pubblico fino al 26 giugno 2016, data entro la quale sono ancora visibili anche quattro capolavori dell’artista, datati tra il 1913 e il 1915, appartenenti alla importante collezione d’arte milanese di Gianni Mattioli e provenienti dalla Peggy Guggenheim Collection di Venezia.
Sempre dal 7 aprile al 26 giugno, nelle sale del museo, in occasione della mostra di Edward Hopper in corso a Bologna fino al 24 luglio a Palazzo Fava – Palazzo delle Esposizioni, è visibi- le un focus di paesaggi morandiani che dialogano a distanza con i lavori dell’artista americano, mettendo in evidenza analogie e differenze e soffermandosi in particolare sullo studio della luce.
Informazioni generali: www.mambo-bologna.org/museomorandi/

Dida Matrice:
Giorgio Morandi
Natura morta con pere e uva, 1927
Cordaro 1927.7; Vitali 36
acquaforte su rame
Roma, Istituto Centrale per la Grafica (Donazione Giorgio Morandi)