Insolito Gusto-Week-end nelle Terre Verdiane

parma scorcio battisteroPaesaggi e monumenti di incomparabile bellezza, arie liriche indimenticabili che rendono celebre l’Italia nel mondo, e ovviamente sapori d’eccellenza, anche questi di rilevanza planetaria: tutto questo si può trovare nelle Terre Verdiane, quel lembo di pianura a mezza via fra Parma e il Po raggiungibile da Bologna in circa un’ora e mezza di autostrada, uscendo al casello di Fidenza. Andateci dal 10 ottobre al 4 novembre, quando nella zona si svolge il Festival Verdi (per il programma completo www.festivalverdiparma.it), grande cartellone di concerti e rappresentazioni nel capoluogo ma anche a Busseto, terra natale del grande musicista, con tanto di aperitivi musicali, degustazioni ed eventi a latere. Innanzitutto mettetevi comodi, come se già foste a teatro, e trovatevi una degna sistemazione alberghiera: l’Hotel Due Foscari (piazza Carlo Rossi 15, Busseto), fondato dal grande tenore Carlo Bergonzi e ora gestito dai figli, è un edificio antico ed elegante, con annesso eccellente ristorante, ma anche l’Agriturismo Antica Grancia Benedettina (corte di Sanguigna 136, Colorno), ricavato da un convento risalente al 1143, è ricco di fascino, mentre gli appassionati del benessere e delle acque termali non potranno mancare, anche se è fuori mano, l’Antico Borgo di Tabiano Castello (via Tabiano Castello 4, Salsomaggiore Terme), dove il fascino medievale si sposa ai trattamenti della spa e alla cucina tipica da assaporare nelle stanze dell’antico caseificio. Ovviamente chi non si accontenta e vuole assolutamente il massimo avrà un ulteriore indirizzo a cui rivolgersi, l’Antica Corte Pallavicina (strada Palazzo Due Torri 3, Polesine Parmense), splendida corte agricola del ‘700 a cavallo fra due argini trasformata in relais, con meravigliose stanze e saloni comuni affrescati, e azienda agricola, dove il leggendario Massimo Spigaroli stagiona i culatelli per il Principe Carlo d’Inghilterra, alleva maiali Nero di Parma a uso salumeria e, nel relais stesso o attraverso il suo storico ristorante Cavallino Bianco (via Sbrisi 3, Polesine Parmense), propone una cucina di territorio a livelli d’eccellenza con prodotti a chilometraggio zero.

Quindi iniziate il vostro weekend melo-gourmet andando a visitare proprio Busseto, con la casa natale del maestro a Roncole e la villa degli anni d’oro appena fuori il paese, il bellissimo teatro neoclassico e la Rocca Pallavicino, ma non perdetevi nemmeno la splendida Villa Ducale a Colorno, sede della corte di Maria Luigia d’Austria, vedova Bonaparte, la Rocca dei Rossi a San Secondo, il Palazzo Pallavicino a Zibello, la Sinagoga (oggi Museo Ebraico) e la Rocca dei Principi Meli-Lupi a Soragna e il Castello Pallavicino-Casali a Monticelli d’Ongina. A girare tanto vi verrà sicuramente appetito, ma state pur tranquilli, perché da queste parti è davvero difficile incappare in fregature: l’Antica Salsamenteria Storica e Verdiana Baratta (via Roma 76, Busseto), con la sua formula a metà strada tra bottega alimentare e ristorazione, vi ricondurrà a età eroiche della cucina, quando anche Giuseppe Verdi, partendo in tournée, non mancava mai di mettere in valigia un culatello e una spalla cotta.

prosciutto_di_parma_affettatoOttimi indirizzi per la cucina del territorio rimangono Vernizzi (strada comunale di Frescarolo 24, Busseto), Campanini (via Roncole Verdi 136, Busseto), Al Vedel (località Vedole 68, Colorno), La Buca (via Ghizzi 6, Zibello), Osteria Ardenga (via Maestra 6, Diolo di Soragna), Cattivelli (via Chiesa di Isola Serafini 2, Monticelli d’Ongina), Leon d’Oro (piazza Giuseppe Garibaldi 43, Zibello) e Nonna Bianca (via Roma 2, Trecasali), mentre da La Vecchia Baracca (via Sbrisi 11, Polesine Parmense) l’atmosfera da osteria di una volta, col Fortana bevuto nelle ciotole e un menù a dir poco essenziale, è impagabile. Particolare l’Hostaria-Locanda da Ivan (via Villa 24, Fontanelle di Roccabianca), che vanta la prima sala da Salumoterapia del mondo. Una volta che vi sarete rifocillati approfittate della digestione per andare a fare provvista di golosità locali: per il Parmigiano-Reggiano potremmo quasi dire che ogni indirizzo è buono da queste parti, ma se cercate una marcia in più allora i nomi da visitare sono Eredi Censi (via Giaranzana 43, Santa Croce di Polesine Parmense), che impiega soprattutto latte da vacche di razza Bruna Parmense, Gennari (strada Varra Superiore, Collecchio) e per il Parmigiano di montagna Cansaldi (località Diamanti, Bardi). Gli appassionati di salumi e insaccati invece, sempre che non possano presentarsi da Spigaroli col portafogli gonfio, e rimestando sul fatto che il Prosciuttificio Luppi sia in amministrazione controllata, avranno comunque una scelta d’eccellenza tra Galloni (via Roma 84, Langhirano), Cavalier Umberto Boschi (via Aldo Moro 3, Felino), Cavalier Alberto Ilari (via Tomasicchio 7, Langhirano), Pio Tosini (via Fanti d’Italia 23, Langhirano), mentre i cultori del culatello non potranno mancare una visita da Faust Brozzi (via San Rocco, Colorno).

E per mandare giù il tutto la scelta enologica è di tutto rispetto, dalle Cantine Ceci (via Provinciale 99, Torrile), che con l’Otello hanno ridato nuovo lustro al Lambrusco dei Colli di Parma, ma si fanno apprezzare anche Lamoretti (strada della Nave 6, Casatico di Langhirano), Villa Bianca (strada dei Ronconi 23, Guardasone di Traversetolo), Carra di Casatico (strada della Nave 10, Casatico di Langhirano) e Vigna Cunial (via Valtermina 52, Traversetolo). Doveste per caso spingervi a sud della Via Emilia non potete perdere una visita ai castelli di Varano de’ Melegari e di Bardi e alle storiche Terme di Salsomaggiore.

A Parma invece dovete assolutamente fare la spesa alla fornitissima Salumeria Garibaldi (via Giuseppe Garibaldi 42), dove potrete ordinare anche una gigantesca mariola fatta su misura per voi. Per mangiare nel capoluogo tanti sono gli indirizzi noti e celebrati: Parizzi, Angiol d’Or, Cocchi, Antica Cereria, Tribunale. Noi però ve ne consigliamo uno davvero off, la Trattoria della Corale Verdi (vicolo Asdente 9), che ai limiti del Parco Ducale, in una cornice onusta di memorie verdiane e toscaniniane e con arie liriche perennemente in sottofondo, propone una cucina tradizionale veramente d’altri tempi, con menzione speciale per il bollito in quattordici tagli. Godetevi quindi gli eventi verdiani che avrete scelto dall’ampio cartellone, per poi rientrare a casa satolli, soddisfatti e anche molto più acculturati.

di Gabriele Orsi