Mambo visibile da sabato parte nuova collezione

Proseguono i lavori di riallestimento della collezione permanente del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna di via Don Minzoni.

Sarà visibile al pubblico da sabato 5 settembre una prima parte de LA COLLEZIONE. Per una storia del Museo d’Arte Moderna di Bologna, direzione scientifica di Gianfranco Maraniello, che sarà completamente visitabile dal 19 settembre.

La collezione permanente che dal 19 settembre 2009 avrà una veste completamente rinnovata, con l’intento di dare una lettura della storia dell’arte italiana, dalla metà degli anni Cinquanta a oggi, attraverso l’attività dell’ex Galleria d’Arte Moderna di Bologna.

Allo scopo, sono stati realizzati importanti restauri e acquisizioni che hanno incrementato il patrimonio del museo e sono rientrati a disposizione dell’Istituzione lavori di grande rilievo come ad esempio I funerali di Togliatti di Guttuso

SEZIONI VISITABILI DAL 5 SETTEMBRE

Arte e ideologia

Lo stesso titolo della sezione sottolinea il ruolo che Bologna ha storicamente giocato come laboratorio politico e culturale, che si rintraccia nella scelta dell’attuale sede del Museo, il Forno del Pane, voluto dal primo sindaco socialista, Francesco Zanardi. Il suo profetico motto “Pane e Alfabeto” è perfettamente in linea con l’aspirazione del MAMbo ad avere una funzione sociale, oltre che di divulgazione della cultura contemporanea. Dipinti, filmati, libri e stampe fotografiche sono utilizzati per tratteggiare un’inclinazione che trascende l’andamento cronologico, facendo dialogare la celeberrima tela di Guttuso I funerali di Togliatti con preziosi  estratti da La rabbia di Pasolini, per ricostruire un sentire condiviso. Il percorso si avvale di documenti della storica Radio Alice, voce in presa diretta sulle manifestazioni del ’77, che si rispecchia nel progetto concepito da Christopher Williams per la mostra conclusiva dell’esperienza della GAM. La presenza di esponenti della Pop Art italiana e dell’Arte cinetica e Programmata permette invece di ripercorre le tappe che portarono da una riflessione sull’oggetto del quotidiano alla configurazione del progetto del quotidiano.

Arte astratta e informale

Oltre a fornire un’ampia rassegna degli esponenti di tali tendenze, la sezione ne costituisce un organico insieme che vuole riunire l’universo spesso parcellizzato in scuole differenti, pur rispettandone le diverse anime, attraverso piccoli nuclei dedicati. Troviamo così gli artisti che gravitarono attorno alla galleria Cronache (Borgonzoni, Corsi, Rossi, Mandelli), così come quelli dell’Ultimo Naturalismo, strenuamente sostenuto da Francesco Arcangeli, storico direttore della GAM, oltre che importante critico d’arte. Non mancano rappresentanti del gruppo Forma (Accardi, Consagra, Turcato) ad ampliare il quadro a livello nazionale e, infine, un riferimento a Informale in Italia, omonima mostra a cura di Renato Barilli e Franco Solmi (GAM, 1983). Arte astratta e informale include alcune acquisizioni recenti, quali una Natura morta del 1954 di Toti Scialoja, un collage di Germano Sartelli (Senza Titolo, 1958) e alcune storiche “ossidazioni” di Nino Migliori risalenti agli anni 1948-1953.

Per una storia della GAM (1968 – 2008). Estratti

È la sezione più propriamente dedicata al percorso intrapreso dalla Galleria dal momento del suo insediamento, nel 1975, nell’edificio progettato da Leone Pancaldi. Una storia che non può prescindere dallo spazio stesso, di per sé significativo se si considera il coefficiente innovativo racchiuso nella costruzione di un edificio interamente dedicato all’arte contemporanea. In questa area tematica, l’importanza attribuita all’Arte Povera è testimoniata dalle numerose acquisizioni, sia vecchie che nuove, di opere appartenenti al movimento,  tra le quali una serie di foto di Giuseppe Penone (1968) e di lavori di Pier Paolo Calzolari (Senza titolo, 1967) entrati nel patrimonio del MAMbo nel 2009. Altrettanto peso  riveste l’Arte concettuale, rappresentata per l’Italia da Boetti e Isgrò.

Un particolare accento è posto sulle ricerche che si basano sulla presenza di Corpo e Azione, di cui sono protagonisti Nitsch, Gina Pane, Abramovic-Ulay e Gilbert &George. Procedendo nel percorso, si incontrano i Nuovi-Nuovi, con esponenti quali Ontani, Salvo, Mainolfi e altri interpreti del clima citazionista e di recupero delle tecniche dell’arte classica. Attraverso le opere si Scully e Cucchi si approda al ritorno alla pittura tipico degli anni ’80, a cui fa da contraltare un ben rappresentato panorama di scultori, con Paladino e Cragg.

Area video

Importante novità del percorso espositivo è un’area per opere video e filmiche che accoglie, dopo una capillare operazione di ritrovamento e archiviazione, una vasta gamma di reperti, dal Futurismo ad oggi, dall’opera al documento. Parte integrante della collezione, tale spazio avrà una programmazione variata a cadenza settimanale, a cominciare dallo straordinario corpus di Vertigo, mostra inaugurale del MAMbo. Accanto a produzioni recenti, quali i video del progetto Time Code, saranno riportate alla luce immagini del passato, come quelle della “Settimana Internazionale della Performance”, evento che si ricollega al clima di sperimentazione artistica e politica con cui si apre la collezione e che viene qui riconfermato. Inoltre, questa sala ospiterà incontri e approfondimenti con studiosi e ricercatori, testimoniando la volontà del museo di portare avanti un lavoro scientifico condotto in sinergia con le istituzioni accademiche ed universitarie.

SEZIONE VISITABILE DAL 19 SETTEMBRE

Focus on Contemporary Italian Art

La sezione prosegue nell’intento esplicitato da MAMbo fin dalla sua apertura nel 2007 di produrre, promuovere e collezionare l’arte italiana contemporanea e si arricchisce di nuove acquisizioni, come Homage to the Hollywood squares (featuring Bridget Riley) di Francesco Vezzoli e Telegram from Buckminister Fuller to Isamo Noguchi explaining the Einstein’s Theory of relativity di Elisabetta Benassi. Simbolo della volontà del MAMbo di impegnarsi sistematicamente nell’offrire visibilità istituzionale ai più significativi fermenti culturali del nostro tempo e di permettere agli artisti di affacciarsi alla scena internazionale con progetti e strumenti di alto livello, Focus contribuisce a consolidare lo sviluppo dell’arte in Italia e rappresenta la maggiore collezione museale della scena artistica italiana odierna.